I GRASSI: COSA SONO E PERCHÉ SONO IMPORTANTI

La maggior parte delle persone sentendo la parola “grassi” pensa a delle sostanze nocive e dannose e finisce per demonizzarle, riducendo drasticamente la loro presenza nella dieta quotidiana. Ma i grassi sono davvero così pericolosi per la nostra salute? Scoprilo con i medici di Cibum dell’azienda ospedaliero-universitaria Senese

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Consulenza scientifica

Giulia Tavella

Giulia Tavella

Dottore in Dietistica. Ha conseguito la laurea triennale in Dietistica nel 2018 e laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione nel 2021. Svolge attività libero professionale, occupandosi di educazione alimentare e nutrizione per patologia. Si occupa da sempre con maggiore attenzione dell’alimentazione per la salute della donna.

I GRASSI: SATURI, INSATURI E TRANS

I grassi, più correttamente detti lipidi, sono un gruppo di sostanze insolubili in acqua caratterizzate dalla presenza, nella loro struttura chimica, di almeno un acido grasso. Come gli altri nutrienti, anche i grassi svolgono numerose funzioni fondamentali:

  • Rappresentano una buona fonte di energia (un grammo di lipidi fornisce 9 kcal).
  • Costituiscono una riserva di energia per l’organismo, sotto forma di trigliceridi.
  • Sono i costituenti essenziali delle membrane cellulari.
  • Determinano l’assorbimento di altri nutrienti, come le vitamine liposolubili (vitamina A, D, E, K).
  • Costituiscono alcuni tipi di ormoni: gli ormoni sessuali maschili e femminili sono prodotti a partire dal colesterolo.

Dal punto di vista strutturale, inoltre, possiamo distinguere:

  • i grassi saturi, tipici dei prodotti di origine animale
  • i grassi insaturi, abbondantemente rappresentati nei prodotti di origine vegetale
  • gli acidi grassi trans: grassi prodotti artificialmente (nella maggior parte dei casi) che si trovano soprattutto in prodotti confezionati

TUTTI GLI ALIMENTI CONTENGONO GRASSI

In sostanza, tutti gli alimenti contengono naturalmente una quota variabile di lipidi. Quelli particolarmente ricchi di grassi sono, ad esempio, i formaggi, i salumi, le uova ed alcuni tipi di carne.

Sono poi da menzionare i cosiddetti grassi “da condimento”, cioè quelli che aggiungiamo ai cibi durante la preparazione per facilitare la cottura o migliorare il gusto, ad esempio l’olio di oliva, gli oli di semi, il burro, ma anche lardo e strutto.

I GRASSI SONO IL 30% DELLE CALORIE GIORNALIERE

Secondo i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) , nell’alimentazione di un soggetto in età adulta, i lipidi devono rappresentare circa il 30% delle calorie giornaliere totali.

Di queste, i grassi saturi dovrebbero rimanere al di sotto del 10%, mentre il 5-10% dovrebbe essere composto da acidi grassi insaturi. I grassi trans, invece, dovrebbero essere assunti il meno possibile, in quanto riconosciuti come potenzialmente nocivi per la salute.

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TROPPI GRASSI FAVORISCONO L’OBESITÀ

I rischi di un eccessivo consumo di grassi sono principalmente legati all’aumentato rischio di obesità, dislipidemie e aumentato rischio cardiovascolare. Quest’ultimo in particolare risulta correlato all’eccessiva assunzione di grassi saturi. Inoltre, una dieta di tipo occidentale, particolarmente ricca di grassi saturi e trans, così come un eccesso di massa grassa, risultano probabilmente correlati ad un aumentato rischio di vari tipi di tumore.

L’ESPERTA: NON ELIMINARE I GRASSI DALLA DIETA

“Al tempo stesso, eliminare i grassi dalla propria alimentazione, se non per precise motivazioni cliniche, può essere controproducente: visto le numerose funzioni che hanno il rischio è quello di avere carenze nutrizionali ed effetti negativi per la salute. Per questo motivo, quindi, è consigliabile assumere i lipidi in maniera adeguata, preferendo quelli di tipo insaturo, al fine di mantenere l’organismo in condizioni ottimali”. Indica il dottoressa Giulia Tavella, che afferma: “Questo significa privilegiare le fonti di lipidi di origine vegetale, in primis l’olio extravergine di oliva e gli olii di semi, ma anche la frutta secca, i semi oleosi e il pesce. La dieta mediterranea rappresenta un esempio pratico di questo principio, essendo basata proprio sulla prevalenza di alimenti di origine vegetale”.

BIBLIOGRAFIA

  1. CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. Linee guida per una sana alimentazione. 2018
  2. SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana. LARN – Livelli di Assunzione di RIferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV Revisione. A cura di: SINU-INRAN. Milano: SICS Editore, 2014
  3. Bazzano LA, Hu T, Reynolds K, et al. Effects of low-carbohydrate and low-fat diets: a randomized trial. Ann Intern Med. 2014
  4. Sacks FM, Lichtenstein AH, et al. Dietary fats and cardiovascular disease: a presidential advisory from the American Heart Association. Circulation. 2017
  5. Wang DD, Li Y, Chiuve SE, et al. Association of specific dietary fats with total and cause-specific mortality. JAMA Intern Med. 2016
  6. World Cancer Research Fund/ American Institute for Cancer Research. Diet, Nutrition, Physical Activity, and Cancer: a Global Perspective. Continuous Update Project Expert Report. 2018

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