ALLENAMENTO: UNA SOMMA DI FATTORI DI STRESS

Durante un allenamento il nostro organismo è sottoposto a stress, determinato principalmente dalla fatica. Al quale possono aggiungersi altri fattori di stress che derivano dalla vita di ogni giorno, come fattori psicologici o fattori sociali. Al fine di raggiungere un adeguato adattamento e un miglioramento della prestazioni sportive, amatori e atleti hanno necessità di mantenere in equilibrio i vari fattori di stress. Scopri come con gli esperti di Cibum dell’Università di Siena

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Consulenza scientifica

Marco Bonifazi

Marco Bonifazi

Specialista in Medicina dello Sport, è Professore associato di Fisiologia
presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università di Siena. Coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche della Federazione Italiana Nuoto. Ha partecipato, come medico e dirigente tecnico a otto edizioni dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2016.

L’ESPERTO: NECESSARIO CONOSCERE I FATTORI DI STRESS

“L’allenamento necessita di recupero per determinare sia miglioramenti dell’efficienza fisica, sia per il benessere che per la prestazione sportiva a tutti i livelli.” Indica il Professor Marco Bonifazi, che spiega: “Questo perché l’allenamento consiste in una serie di fattori di stress che determinano la reazione di adattamento dell’organismo. La conoscenza dei fattori di stress legati all’allenamento aiuta a comprendere gli effetti dell’attività fisica evitando errori nella programmazione e nella gestione dell’attività.”

COSA È LO STRESS

Lo stress è la risposta dell’organismo che si manifesta quando si realizza uno squilibrio tra gli stimoli ricevuti e le risorse disponibili. Hans Selye, un medico austrico, ha definito questa risposta sindrome generale di adattamento: essa ha lo scopo di ristabilire l’equilibrio dinamico interno dell’organismo (chiamato omeostasi) in seguito all’esposizione ai fattori di stress.

La sindrome di adattamento consiste in un’attivazione del sistema nervoso autonomo (stress acuto) e del sistema endocrino (stress cronico) che mira a:

  • effetti benefici a breve termine
  • effetti controproducenti a lungo termine

I FATTORI DI STRESS

I fattori di stress per l’atleta non sono solo quelli di natura organica legati all’allenamento, ma ci sono anche quelli psicologici e quelli di carattere sociale (legati a problemi economici, occupazionali, di studio, affettivi, eccetera).

Si deve inoltre considerare che la risposta allo stress è diversa per ogni individuo e può essere differente anche per la stessa persona a seconda del momento: i fattori di stress sono, infatti, interpretati dal sistema nervoso che li modula sulla base dell’esperienza individuale e delle attese.

Per l’adattamento ai diversi fattori di stress, l’organismo utilizza le stesse risorse e gli stessi meccanismi indipendentemente dalla natura dello stress. Se i fattori di stress (sportivi ed extrasportivi) che colpiscono l’individuo si presentano troppo frequentemente, dapprima la risposta allo stress perde la capacità di auto-regolarsi secondo le necessità e diviene eccessiva, amplificando e prolungando oltre il necessario gli effetti negativi da essa indotti. Infine, i meccanismi che presiedono alla sindrome di adattamento possono anche arrivare ad esaurirsi.

LO STRESS CRONICO

Esso consiste principalmente in una attivazione del sistema endocrino con un aumento della produzione dell’ormone cortisolo.

Nel sistema nervoso centrale ci sono recettori per il cortisolo (e altri ormoni) che rendono anche i neuroni coinvolti nel movimento, sensibili allo stress. Se la secrezione elevata (più del solito) di cortisolo si protrae nel tempo, si possono alterare i parametri spaziali e temporali della prestazione motoria.

Le abilità motorie di grado elevato sembrano le più suscettibili a disturbi indotti dallo stress cronico. Ciò potrebbe spiegare il peggioramento della prestazione che l’atleta mostra quando è “carico di lavoro” (secondo il linguaggio degli allenatori). Questa ipotesi sembra in accordo con la Fitness-fatigue Theory di Zatsiorsky (1995) secondo la quale la variazione della prestazione dopo un carico di allenamento dipende dalla somma algebrica di fattori positivi (la fitness cioè gli adattamenti organici conseguenti l’allenamento) e di fattori negativi rappresentati dalle conseguenze della fatica.

ADATTAMENTO E MALADATTAMENTO

In relazione allo stress a cui gli atleti sono sottoposti, possiamo avere differenti risposte e differenti livelli di prestazioni sportive:

  • se lo stress totale (la somma di tutti i fattori di stress, sportivi ed extrasportivi) rimane entro la riserva disponibile di tolleranza allo stress, l’allenamento determinerà gli adattamenti desiderati e, conseguentemente, un miglioramento della prestazione
  • se, al contrario, lo stress totale supera la riserva disponibile di tolleranza allo stress, l’allenamento determinerà un “maladattamento” con conseguente peggioramento della prestazione e possibile comparsa di overreaching non funzionale o di una sindrome di sovrallenamento. In pratica, in queste condizioni, l’allenamento stanca e esaurisce le risorse. Ciò può quindi dipendere da un eccesso di carico allenante e/o di insufficiente recupero, ma anche (o solamente) da un eccesso di fattori di stress extrasportivi

BIBLIOGRAFIA

  1. Selye H. The Stress of life. McGraw-Hill, New York, 1956
  2. Bonifazi M, Bela E & Carli G. Hormone predictors of sympathetic and parasympathetic overtraining: an evaluation. Functional Neurology 1994
  3. Zatsiorsky VM. Science and Practice of Strength Training. Champaign IL: Human Kinetics, 1995
  4. Bonifazi M, Sardella F & Lupo C. Preparatory versus main competition: differences in performances, lactate responses and pre-competition plasma cortisol concentrations in elite male swimmers. European Journal of Applied Physiology 2000

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