ALLENAMENTO: IL RECUPERO MIGLIORA LE PRESTAZIONI

Un duro allenamento per raggiungere i propri obiettivi agonistici non basta. Serve una indispensabile fase di recupero per permettere al nostro organismo di effettuare i necessari adattamenti e migliorare così le prestazioni di atleti ed amatori. Scopri con gli esperti di Cibum dell’Università di Siena l’importanza della fase di recupero e come migliorare le tue prestazioni sportive

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Consulenza scientifica

Marco Bonifazi

Marco Bonifazi

Specialista in Medicina dello Sport, è Professore associato di Fisiologia
presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università di Siena. Coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche della Federazione Italiana Nuoto. Ha partecipato, come medico e dirigente tecnico a otto edizioni dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2016.

L’ESPERTO: SENZA RECUPERO NON C’È MIGLIORAMENTO

“L’allenamento non può essere concepito solo come un insieme di attività di impegno e fatica. Il recupero, attivo e passivo, deve essere considerato come una parte integrante del processo complessivo di allenamento, altrimenti gli adattamenti potrebbero non realizzarsi.” Indica il Professor Marco Bonifazi, che spiega: “Qui è discusso il primo dei principi generali dell’allenamento: quello dell’interazione tra carico di lavoro e il necessario recupero. Questo aspetto sarà considerato sul piano teorico secondo l’approccio classico e anche sulla base di ipotesi biologiche più recenti.”

LA TEORIA DELLA SUPERCOMPENSAZIONE

La figura mostra la relazione classica fra carico e recupero secondo la teoria della super-compensazione.

Secondo questa teoria, il carico di lavoro (applicato per giorni o settimane) determina un disturbo dell’equilibrio omeostatico che a sua volta è causa di riduzione della capacità di prestazione.

Durante la successiva fase di recupero attivo, la capacità di prestazione recupera sino a superare i livelli iniziali (super-compensazione). Poi, in mancanza di nuovi stimoli allenanti, la capacità di prestazione si stabilizza nuovamente al livello iniziale, quello determinato dalle caratteristiche genetiche dell’atleta.

Secondo questa teoria il miglioramento della prestazione sia realizza quando si sommano in modo efficace i processi di super-compensazione per i diversi requisiti da cui la prestazione dipende.

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OVERREACHING FUNZIONALE

La teoria della supercompensazione si basa sull’effetto del carico. La condizione di peggioramento della prestazione in risposta a un aumento del carico di allenamento (giorni o settimane) si chiama overreaching.

L’overreaching è detto funzionale se, dopo un recupero adeguato di qualche giorno o poche settimane (tapering), si manifestano adattamenti determinanti un miglioramento della prestazione. Nel grafico la linea curva indica l’andamento della capacità di prestazione e il miglioramento dopo il tapering.

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IL TAPERING

Concettualmente, la teoria della supercompensazione si applica più volte nel corso della preparazione stagionale di un atleta. Tuttavia, l’applicazione principale di tale teoria è nelle settimane che precedono l’appuntamento principale del periodo di preparazione (di solito della durata di 3-4 mesi).

In questo caso, l’ultima fase della preparazione, di solito le ultime una o due settimane prima della gara, prende il nome di tapering (“affusolamento” in italiano). Da un punto di vista operativo, il tapering consiste in una riduzione progressiva del carico di allenamento, realizzata in un periodo di tempo variabile (come già detto da qualche giorno a due-tre settimane), allo scopo di migliorare le prestazioni sportive diminuendo lo stress fisiologico e psicologico indotto dall’allenamento giornaliero e favorendo gli adattamenti.

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BIBLIOGRAFIA

  1. Bonifazi M. La valutazione del cortisolo nel controllo dell’allenamento del nuotatore. Movimento. 2004
  2. Meeusen R et al. Prevention, diagnosis, and treatment of the overtraining syndrome: joint consensus statement of the European College of Sport Science and the American College of Sports Medicine. Med Sci Sports Exerc. 2013

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