VITAMINE: PREVENZIONE CONTRO IL COVID-19

Le vitamine hanno ruolo essenziale per la salute del nostro organismo. Si trovano naturalmente negli alimenti che consumiamo quotidianamente e una corretta alimentazione prescrive sempre adeguate quantità di questi nutrienti. Durante la pandemia si è discusso a lungo il ruolo della vitamina C e della vitamina D nella prevenzione e nel trattamento dell’infezione da SARS-COV-2. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Paolini, responsabile di Cibum, di indicarci come e perchè queste due vitamine possono portare un beneficio al nostro organismo per contrastare il COVID-19

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Consulenza scientifica

Barbara Paolini

Medico dietologo e direttore dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Professore all'Università di Siena. Presidente Nazionale Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI).

Dottoressa Paolini, quali sono le attuali evidenze scientifiche relative alla vitamina C e Covid-19?

Alcuni dati hanno dimostrato come la mancanza di alcuni minerali e vitamine abbia un effetto negativo sulla guarigione del paziente durante il trattamento del COVID-19. Infatti, alcuni micronutrienti influenzano la produzione di mediatori infiammatori durante la malattia e agiscono come immunostimolanti, quindi sono consigliati per i pazienti COVID-19.

Per questo motivo, molti studi si sono concentrati sul ruolo dei micronutrienti nel supportare il trattamento del COVID.

Durante le infezioni, i livelli di vitamina C diminuiscono, perché il metabolismo richiede una grande quantità di questa vitamina a causa dell’aumento dell’infiammazione. La supplementazione di vitamina C viene utilizzata nella prevenzione e nella terapia delle infezioni respiratorie e sistemiche; per la prevenzione sono necessari livelli plasmatici di vitamina C di almeno 100-200 mg/die. Tuttavia, per il trattamento delle infezioni, sono necessarie dosi più elevate di vitamina C per bilanciare l’aumento della domanda dovuta alla risposta infiammatoria.

Come dimostrato da alcuni studi, la vitamina C nella patologia da COVID-19 inibisce l’infiammazione e attiva la risposta immunitaria agendo su vari meccanismi:

  • regola la produzione di citochine
  • regola la quantità di istamine rilasciate
  • mitiga lo stress ossidativo
  • agisce sulla differenziazione e proliferazione dei linfociti T e B.

Tuttavia, i dati sull’effetto della somministrazione di vitamina C nel trattamento del COVID-19 necessitano di ulteriori e più ampi studi prospettici randomizzati.

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Cosa sappiamo, invece, del ruolo della vitamina D?

Per quanto riguarda la vitamina D, l’importanza di questa sostanza nella profilassi del COVID-19 è legata al suo ruolo nella modulazione del sistema immunitario. Sono diversi i dati, anche se non definitivi, che attribuiscono alla vitamina D una funzione terapeutica nel COVID-19. 

In un primo studio, i pazienti trattati con una supplementazione di colecalciferolo (vitamina D3) ad alte dosi hanno mostrato una maggiore negativizzazione da SARS-CoV-2 rispetto a quelli che non avevano ricevuto la supplementazione.

Altri gruppi hanno mostrato che un buono stato di vitamina D riduce l’uso della terapia intensiva e porta a una riduzione della mortalità.

Tuttavia, sebbene non sia stata ancora dimostrata una correlazione sicura tra vitamina D e guarigione da COVID-19, in molti paesi sono state fornite nuove linee guida che raccomandano l’integrazione di vitamina D in caso di positività al SARS-CoV-2.

Va inoltre considerato che, ad oggi, i dati sulla dose giornaliera raccomandata (RDA) e sull’assunzione adeguata (AI) di integratori alimentari per prevenire o curare il COVID-19 non sono sufficienti. Di solito sono personalizzati per donne, uomini, gruppi di età e condizioni specifiche. 

Ad esempio, gli effetti degli integratori alimentari possono dipendere dal sesso.  Inoltre, molti nutrienti in dosi molto elevate possono essere pericolosi. Sfortunatamente, non ci sono dati conclusivi in ​​questo campo, ma molti studi sono in corso. 

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Ci sono patologie per le quali queste vitamine (C e D) possono essere somministrate a scopo preventivo?

La vitamina C ha proprietà antiossidanti: aiuta a mantenere sane le cellule proteggendole dagli effetti dei radicali liberi prodotti durante la normale attività cellulare. Contrariamente a quanto si pensa non aiuta a prevenire il comune raffreddore, ma può ridurne la durata e la gravità dei sintomi.

Tuttavia, grazie ai suoi effetti antiossidanti, la vitamina C svolge un ruolo protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari in generale e sulla prevenzione dei danni dell’ipercolesterolemia cronica in particolare.

La vitamina D è fondamentale per mantenere la salute dello scheletro, ma secondo alcuni studi potrebbe avere un ruolo nel contrastare lo sviluppo e la progressione di molte malattie come disturbi cardiovascolari, diabete, malattie autoimmuni e cancro

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