MALANNI STAGIONALI: RAFFREDDORE

È arrivato l’autunno e con lui anche la più frequente delle malattie stagionali: il raffreddore. Il termine "raffreddore comune" si riferisce ad una sindrome aspecifica causata da diversi virus. Il rinovirus è l’agente patogeno più frequentemente riscontrato, essendo presente nel 30%-50% dei malati. Scopri con i medici di Cibum dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese come prevenire e curare il raffreddore

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Consulenza scientifica

Barbara Paolini

Medico dietologo e direttore dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Professore all'Università di Siena. Presidente Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sezione Toscana (ADI).

RAFFREDDORE: SINTOMI

La sintomatologia solitamente abbastanza lieve, è tra le cause più frequenti di assenze dal lavoro e scuola, si manifesta con naso chiuso (congestione nasale), difficoltà a respirare, produzione abbondante di muco, starnuti frequenti, tosse grassa, mal di gola, mal di testa, malessere generalizzato; meno frequente è la febbre che solitamente è inferiore ai 38°C.

TERAPIA: VITAMINA C, SI’ O NO?

Da sempre si è ritenuto che per prevenire o curare il raffreddore occorresse una buona dose di spremuta di arance ricche in vitamina C o addirittura assumerla come integratore.

In realtà la comunità scientifica non è concorde su questa utilità.

Secondo Pauling (1970) un’assunzione giornaliera di vitamina C di 1.000 mg può ridurre l’incidenza del raffreddore di circa il 45% e l’assunzione giornaliera ottimale di vitamina C per vivere in salute e prevenire le malattie dovrebbe essere di almeno 2,3 g.

Tuttavia, studi contemporanei hanno completamente confutato le idee di Pauling. Secondo una Cochrane del 2013 che ha preso in esame numerosi studi su persone che assumevano integratori di vitamina C per la prevenzione o per il trattamento del raffreddore, la supplementazione a scopi preventivi non ha alcun effetto sulla comparsa del raffreddore, ma si osservano soltanto un minimo effetto sulla sua durata (con una riduzione dell’8%) e sulla sua severità.

Dopo decenni di indagini, la comunità scientifica ha stabilito che un elevato apporto di vitamina C è inutile nella prevenzione del comune raffreddore, e pertanto, un’integrazione giornaliera regolare non è giustificata nella popolazione generale.

Recenti meta-analisi sono arrivate a conclusioni simili per quanto riguarda l’incidenza dell’infezione, sottolineando però la possibilità di ridurre la durata di un raffreddore, era associata alla capacità di alleviare il dolore toracico, la febbre e i brividi, riducendo la durata della permanenza in casa, nonché la durata media della malattia.

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LA VITAMINA C

Ciò non significa che consumare alimenti ricchi di questa preziosa vitamina non sia positivo, anzi: la vitamina C svolge molteplici funzioni nell’organismo, a diversi livelli. In particolar modo, essa contribuisce:

  • alla normale funzione del sistema immunitario
  • alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, elementi sicuramente rilevanti anche per superare il raffreddore

Sebbene un’elevata dose giornaliera di vitamina C non sembri prevenire le infezioni virali nella popolazione generale, alcune categorie di soggetti con rischio potenzialmente più elevato di infezione virale possono richiedere particolare considerazione. Questi soggetti includono individui sottoposti a un carico di lavoro fisico pesante quotidiano come soldati e atleti, che possono sviluppare una condizione di stress immunitario.

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VITAMINA C E STRESS

La base teorica per l’utilizzo della vitamina C in soggetti fisicamente stressati risiede nel significativo aumento della produzione di radicali liberi dovuto all’esercizio intenso, con notevole danno tissutale/risposta infiammatoria che può avere conseguenze dannose sulla prevenzione delle infezioni del tratto respiratorio superiore, eventualmente richiedendo un maggiore apporto di antiossidanti rispetto alla popolazione generale.

Tuttavia la somministrazione di una dose elevata di antiossidanti può interferire sul muscolo dopo intensa attività e l’uso di alte dosi di vitamina C per abolire i radicali liberi, in particolare nel corso di un lungo periodo, dovrebbe essere evitato.

Anche se gli effetti della vitamina C isolata sullo stress ossidativo, i marcatori infiammatori, il danno muscolare e la risposta immunitaria dopo l’esercizio rimangono da chiarire fino in fondo, recenti position e revisioni, raccomandano l’integrazione di vitamina C (0,25-1,0 g/die) come opzione per prevenire i sintomi delle infezioni delle vie aeree superiori negli atleti sottoposti a sforzi pesanti e/o durante periodi di aumento del rischio di infezione (ad es. viaggi all’estero); gli atleti con basse concentrazioni ematiche iniziali di vitamina C sono i principali candidati per l’integrazione.

ALIMENTI E VITAMINA C: DOVE TROVARLA

AlimentiVitamina C (mg)
Peperoni piccanti229
Ribes nero200
Ortica175
Prezzemolo fresco162
Peperoni dolci e gialli151
Arance scorza136
Limone scorza129
Broccoletti rape110
Kiwi85
Cavolini di Bruxelles81
Cavolo broccolo verde ramoso77
Crescione62
Papaya60
Fragole54
Spinaci54
Arance50
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BIBLIOGRAFIA

  1. Cerullo G, Negro M, et al. The Long History of Vitamin C: From Prevention of the Common Cold to Potential Aid in the Treatment of COVID-19. Front Immunol. 2020
  2. Rondanelli M, Miccono A, et al. Self-Care for Common Colds: The Pivotal Role of Vitamin D, Vitamin C, Zinc, and Echinacea in Three Main Immune Interactive Clusters (Physical Barriers, Innate and Adaptive Immunity) Involved during an Episode of Common Colds – Practical Advice on Dosages. Evidence-Based Complement Altern Med. 2018
  3. Hemila H, Chalker E. Vitamin C for preventing and treating the common cold. Review Cochrane Database Syst Rev. 2013
  4. Ran L, Zhao W, Wang J, Wang H, Zhao Y, Tseng Y, et al. Extra Dose of Vitamin C Based on a Daily Supplementation Shortens the Common Cold: A Meta-Analysis of 9 Randomized Controlled Trials. BioMed Res Int. 2018

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