LA PREPARAZIONE DEL CICLISTA – Seconda parte

Il professionista finalizza la preparazione per gli appuntamenti principali della stagione, peraltro sempre più numerosi. Alla competizione principale del ciclo di allenamento deve seguire correttamente un periodo di disallenamento o detraining per garantire il recupero all’atleta. Questo periodo, però, non può essere troppo prolungato perché gli adattamenti faticosamente raggiunti con l’allenamento sarebbero persi. Tutto questo vale anche per il ciclista amatoriale che dovrebbe seguire gli stessi principi di preparazione. Scopri come allenarti con gli esperti Cibum dell’Università di Siena.

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Consulenza scientifica

Andrea Giorgi

Medico Chirurgo specialista in Medicina dello Sport e dell'Esercizio Fisico, opera presso l'UOC Recupero e Rieducazione Funzionale, Azienda USL Toscana Sud-Est-Area Senese.
Esperto di metodologia di allenamento, valutazione funzionale e biomeccanica, alimentazione per il ciclista professionista. Dal 2011 Medico di squadra della Androni Giocattoli-Sidermec Professional Cycling Team.

FINALIZZARE LA PREPARAZIONE

Nel ciclismo professionistico, tra le competizioni più importanti ci sono i Grandi Giri. In queste competizioni le squadre sono composte da diversi ciclisti con diversi ruoli ed ognuno di questi svolgerà una preparazione adeguata al ruolo da svolgere durante il grande giro.

Ad esempio, il ciclista che punta a raggiungere una buona posizione in classifica finale seguirà un programma di allenamento che li permetta di raggiungere la migliore condizione fisica durante la terza settimana del giro, quando solitamente si svolgono le tappe più dure e decisive per le posizioni in classifica finale. Quindi, le prime settimane del giro sono utilizzare come sessioni di allenamento specifico.

Negli ultimi anni il calendario delle competizioni è caratterizzato dall’incremento della frequenza di eventi, quindi al ciclista è richiesto di competere ad alti livelli più frequentemente. Questo ha portato allo sviluppo di una periodizzazione a blocchi, caratterizzata dalla stessa filosofia della periodizzazione tradizionale, ma di durata ridotta, in modo da ripetere, prima di ogni competizione, i classici cicli di condizionamento generale, specifico e di competizione con il tapering nel giro di alcune settimane.

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L’EFFETTO DEL “DETRAINING”

Al termine di una competizione o della stagione agonistica l’atleta riduce o termina completamente la sua attività di allenamento. In accordo del principio della reversibilità dell’effetto allenante si verifica una parziale o completa perdita degli adattamenti ottenuti dagli allenamenti. Nei primi 10-15 giorni avviene una rapida riduzione dei valori del VO2max e del volume ematico del 10-15% che continua a ridursi ridursi progressivamente, ma più lentamente nelle successive 6-8 settimane.

Riguardo ai cambiamenti metabolici, dopo solo 3-4 giorni, l’utilizzo dei grassi come fonte principale energetica a intensità sub-massimale si riduce a favore del glicogeno muscolare, così come la produzione di lattato è più alta a intensità di esercizio più basse.

Inoltre, 5-6 giorni di disallenamento portano le scorte di glicogeno a valori simili a sedentari. Per evitare eccessive perdite dei benefici indotti dall’allenamento, il ciclista dovrebbe mantenere una attività fisica costante anche nei periodi fuori stagione o di recupero che può essere rappresentata anche da attività off-bike, come ad esempio camminare in montagna o nuotare.

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L’ALLENAMENTO PER GLI AMATORI

Il ciclismo è uno sport di endurance che necessita di sessioni allenanti lunghe che favoriscano la potenza lipidica associate a sedute ad alta intensità in modo da ottimizzare la prestazione.

La carenza di tempo per allenarsi limita gli adattamenti fisici e il ciclista amatoriale potrebbe non beneficiare adeguatamente dell’allenamento se l’intensità è eccessiva (questo addirittura potrebbe influenzare negativamente la condizione fisica). Quindi la periodizzazione di allenamento nel ciclista amatoriale deve differire rispetto ad un ciclista professionista, ma deve seguire la stessa filosofia.

La programmazione a blocchi potrebbe essere una metodica utile per raggiungere una buona condizione fisica per competere. Svolgere brevi sedute più intense nei giorni dove il tempo a disposizione è limitato e sedute più lunghe a bassa intensità per stimolare la potenza lipidica durante i giorni festivi potrebbe essere una strategia utile a indurre benefici sulla prestazione. Quindi anche ciclisti amatori possono seguire un progetto di allenamento per ottenere buoni risultati nelle competizioni.

Tour de France may be postponed again | Cyclingnews

UN CICLISTA AMATORIALE PUÒ CONCLUDERE IL TOUR DE FRANCE?

Nel 2012 Bradley Wiggings in 87 ore e mezzo alla velocità media di 41 km/h si aggiudicò la maglia gialla a Parigi, così alcuni ciclisti amatori dell’età media di 48 anni decisero di emulare i ciclisti professionisti percorrendo lo stesso percorso del Tour.

Durante i 6 mesi precedenti la competizione i ciclisti percorsero 5931 km andando poi a completare il Tour de France (3564km) in 141 ore alla velocità media di 25,6 km/h. Questa impresa dimostra che, nonostante il ridotto carico di allenamento, una prestazione di grande durata e impegno può essere svolta anche da ciclisti amatoriali ben allenati, anche se a ritmi (ovviamente) molto inferiori.

BIBLIOGRAFIA

  1. Performance cycling: the science of success. Hopker and Jobson (eds). Bloomsbury, 2012
  2. Backhuijs T, Zanen P, de Gast A, van der Meulen W, Backx F. Amateur cyclists can complete the full Tour de France in the same amount of days as professional cyclists. J Science and Cycling. 4:2, 2015

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