NON SOLO UN PAIO DI SCARPE: EQUIPAGGIARSI PER LA CORSA

Scegliere l'abbigliamento e le scarpe giuste è cruciale per chi vuole dedicarsi seriamente alla corsa. Non è sufficiente utilizzare le vecchie scarpe da ginnastica o indossare gli stessi abiti di quando si frequentavano le lezioni di educazione fisica a scuola; per praticare regolarmente il running, è necessario optare per attrezzature specifiche che supportino al meglio l'attività. Scopri di più con gli esperti di Cibum dell’Università degli Studi di Siena.

corsa_inverno

Consulenza scientifica

Fulvio Massini

Docente ISEF e al Corso di Laurea in Scienze motorie dell’Università di Firenze. Tecnico specialista FIDAL, ha un master in psicologia dello sport. È coordinatore tecnico della rivista “Runners World Italia”. È titolare di Fulvio Massini Consulenti Sportivi, struttura che si occupa di consulenza per l’allenamento per i podisti di tutti i livelli. Nel 1983 ha scritto il primo libro “ Correre per salute” Nel 2018, edito da Rizzoli, ha scritto il suo sesto libro: “Tipi che corrono”.

CORSA: I TESSUTI AD ALTA PERMEABILITÀ

n passato ero convinto che il miglior materiale da indossare fosse il cotone. Le maglie che indossavamo, dopo pochi km si impregnavano di sudore e rimanevo bagnato anche dopo l’allenamento o la gara fino a quando non ce le toglievamo. Mi riferisco agli anni 70-80 quando c’erano anche le fibre sintetiche, ma non erano certo buone come quelle di ora. Oggi un capo tecnico che rispetti consente la circolazione dell’aria dall’esterno verso il corpo e protegge dall’entrata dell’aria. Questi tipi di tessuti si chiamano ad alta permeabilità.

CORSA: CAMBIANO LE STAGIONI, CAMBIA L’ABBIGLIAMENTO

A fine primavera – inizio estate sino a inizio autunno una maglietta a mezzemaniche con un paio di pantaloncini corti, da atletica, di materiale ad alta permeabilità vanno benissimo sia per l’allenamento che per la gara.

Nella stagione calda si dovrebbero invece indossare, se non i pantaloncini da atletica, almeno quelli attillati che arrivano sopra il ginocchio. In estate a qualsiasi ora vietato correre senza maglia o canottiere che fra l’altro servono a proteggere la pelle dai fenomeni di irraggiamento. Se il caldo è veramente importante la maglietta a mezza manica può essere sostituita con una canottiera sempre di materiale tecnico, mentre le donne potranno indossare i top.

Nelle stagioni più fredde le gare, nel nostro paese, almeno che non ci siamo eventi eccezionale possono essere corse in maglietta e pantaloncini. Se la temperatura è un po’ più rigida come in alcune giornate d’inverno è bene avere a contatto con la pelle un “ intimo” di buona qualità. In caso di pioggia soprattutto chi corre con gli occhiali dovrà indossare un cappellino perché la tesa evita il deposito di gocce di pioggia sugli occhiali. I guanti possono essere utili soprattutto per i primi km poi potranno essere tolti ed infilarli sotto l’elastico dei pantaloncini evitando di buttarli via. Sia uomini che donne possono usare i pantaloncini da atletica, ma se le donne lo desiderano, vanno bene anche quelli attillati lunghi fino a sopra il ginocchio o se proprio lo desiderano i “pinocchietti”. Dovesse essere un freddo glaciale, ma pare proprio non sia previsto, le gambe possono essere coperte con una calzamaglia lunga.

CORSA: L’ABBIGLIAMENTO D’INVERNO

Vestirsi per l’allenamento in inverno richiede un po’ più di attenzione, ed al tempo stesso di adattamento al clima del momento. Decisamente obbligatorio diventa l’intimo, sopra il quale può essere indossata una felpa tecnica, ad alte permeabilità, a maniche lunghe. In caso di pioggia o forte vento è preferibile indossare anche un giubbetto antivento o antipioggia con la cerniera in modo da poter essere tolto e legato in vita se dovesse farsi caldo. I guanti ed il cappellino dovranno essere a portata di mano ed usati in caso di bisogno come detto a proposito dell’abbigliamento per la gara. La copertura delle gambe può essere fatta sia da uomini che da donne con bermuda, pinocchietti o calzamaglia lunga da decidere in relazione alle condizioni atmosferiche.

CORSA: LE CALZE

Le calze devono essere fini e con adeguata protezione nei punti di contatto (punte dei piedi e talloni). Correndo è praticamente impossibile avere freddo ai piedi se la circolazione sanguigna funziona bene.

Le calze a compressione. Servono a favorire il flusso di sangue e sono molto utili sia durante la corsa sia durante il recupero o per i runner che per lavo stanno molto seduti o molto in piedi oppure viaggiano in aereo o auto. Ottime per chi soffre di crampi e contratture danno un grande senso di leggerezza. Sono da preferire quelle complete che coprono anche il piede da usare sia in allenamento e/o la gara.

CORSA: LE SCARPE

Sbagliare l’acquisto delle scarpe significa rischiare infortuni. Per questo motivo l’acquisto deve essere fatto in un negozio specializzato, preferibilmente dopo aver fatto l’analisi del passo di corsa da un professionista del settore. Come è fatta una scarpa:

  • La tomaia. La parte che avvolge il piede nella parte superiore. Qui c’è anche l’allacciatura. È fatta in nylon con microfibre tecnologiche.
  • La conchiglia. È la parte posteriore della scarpa quella rigida e svolge il compito di avvolgere il tendine di Achille rendendolo stabile al momento del contatto con il terreno.
  • L’interscuola. La parte più importante della scarpa è situata fra la tomaia ed il battistrada ed è costituita da mescole di poliuretano.
  • Il battistrada. È di gomma vulcanizzata. Le scarpe da strada sono più lisce rispetto a quelle da trail, che hanno un grip maggiore.
  • I sistemi ammortizzanti. Ogni marchio ne ha uno diverso: esso serve ad attenuare l’impatto con il suolo ed a favorire la spinta in avanti. I più evoluti e recenti sono a base di titanio o carbonio.
  • Il dislivello o drop. Rappresenta la differenza fra la parte posteriore della scarpa e quella anteriore. Nelle moderne calzature si aggira tra 12 e 8 mm. Ci sono però dei modelli molto ammortizzati con dislivello di 4-5 mm e addirittura con 0.
  • Il supporto anti pronazione è presente nell’interscuola e serve a dare maggiore stabilità in fase di appoggio a chi tende a cedere verso l’interno.

La scelta della scarpa giusta deve essere fatta in relazione:

  • al peso del runner
  • al livello di esperienza
  • al tipo di gare che farà
  • al tipo di terreno dove si allena
  • se ha un appoggio neutro o è pronatore

Le scarpe da trail hanno una tomaia rinforzata e una suola più robusta, fatta per dare maggior stabilità e ridurre al minimo lo scivolamento.

La durata delle scarpe si aggira fra i 500 e gli 800 km circa.

Quando cambiare le scarpe? Appena compare il primo dolorino strano è subito da valutare di cambiare le scarpe, così come quando l’interscuola pende da una parte o dall’altra. La suola finita non è indice di scarpa da cambiare.

I tipi di scarpe. Podisti che corrono a ritmo lento possono usare un solo paio di scarpe sia per l’allenamento sia per una gara. La scarpa deve ammortizzare bene per permettere di assorbire in modo efficace l’impatto con il suolo in fase di appoggio. Chi ha un eccesso di pronazione dovrà usare scarpe “stabili”. I podisti più veloci potranno avere un paio di scarpe ben ammortizzate per allenamenti di corsa lenta ed un paio più leggere e reattive per allenamenti veloci e gare.

BIBLIOGRAFIA

  1. F. Massini “Correre per salute” Borgobello G. Neri 1983
  2. E. Arcelli- F. Massini “La mia maratona” Ed. Correre 2003
  3. F. Massini “Andiamo a correre” Rizzoli 2012
  4. F. Massini “Tipi che corrono” Rizzoli 2018
  5. www.fulviomassini.com  

CONDIVIDI

Pensa alle persone che conosci, gli amici, la tua famiglia. Dai loro l’opportunità di stare bene, in salute. Condividi sui social quello che hai appena letto. Più condividi, più te ne saranno grati.

Lascia un commento

Devi loggarti per inserire un commento.