ALEKSANDRA COTTI: COME INSEGNO LA PALLANUOTO AI BAMBINI

La natura articolata della pallanuoto pone come obiettivo primario l’apprendimento delle abilità fondamentali, quali galleggiamento e spostamento in acqua e maneggiabilità del pallone, che pongono le basi per la costruzione di un buon pallanuotista. Come per le altre discipline sportive di squadra, le tecniche di base e successivamente quelle specifiche andranno insegnate a bambini e bambine, generalmente di età compresa tra 8-13 anni, in un contesto di svago e divertimento. Cibum ha intervistato Aleksandra Cotti, ex pallanuotista della Squadra nazionale ed attualmente allenatrice delle ragazze della Rari Nantes Florentia in Serie A

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Consulenza scientifica

Marco Bonifazi

Specialista in Medicina dello Sport, è Professore associato di Fisiologia
presso il Dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena. Coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche della Federazione Italiana Nuoto. Ha partecipato, come medico e dirigente tecnico a otto edizioni dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2016.

Aleksandra, come strutturare l’apprendimento della pallanuoto nei bambini?

La spiegazione dovrà risultare di facile comprensione, gli esercizi proposti per la propedeutica al movimento finale dovranno essere semplici e adeguati alle capacità e abilità già conseguite e organizzati in modo da limitare errori grossolani di esecuzione.

Questa fase dell’apprendimento prevede l’acquisizione del gesto finale in seguito a numerose ripetizioni intervallate da lunghe pause, per evitare che l’affaticamento possa condizionare negativamente il movimento.

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Photo by Deepbluemedia

Quali sono le tecniche di insegnamento dei fondamentali di base?

Per abilità di base si intendono la nuotata stile testa alta, gambe bicicletta, presa della palla.

  • Nuotata a testa alta: si può utilizzare l’ausilio di una tavoletta appoggiata sotto il petto, in questo modo il bambino/a assumerà la posizione corretta senza bisogno di pensare e sarà stimolato a riassumerla dopo che verrà tolto l’ausilio.
  • Gambe bicicletta: l’alternanza della gambata a rana non è di immediata comprensione, ma può aiutare esercitarsi anche fuori dall’acqua. Il bambino, seduto sul bordo vasca o su una sedia, avrà posizionati per terra sotto ai piedi due “ostacoli” fissi (palloni o birilli o alto), che dovrà schivare creando dei cerchi dall’esterno verso l’interno con le gambe. Questo tipo di esercizio verrà proposto in tutti gli assetti in cui troviamo il movimento delle gambe bicicletta. Sarà quindi da posizione prona, per simulare la bicicletta a pressione orizzontale, da posizione supina, per la bicicletta sul dorso e seduta, come per la posizione base. L’apprendimento del movimento in acqua invece, può essere facilitato facendo indossare all’allievo delle ciabatte a “fascia” (non infradito) che obbligano la posizione del piede a martello, in questo modo, se la posizione del piede e il movimento delle gambe non sono corretti, le ciabatte si sfileranno.
  • Presa della palla: fondamentale ancora prima della ricezione e del tiro. Il bambino deve infatti imparare a non impugnare il pallone, ma a sollevarlo attirandolo verso il corpo con la mano debole e passarlo nella mano che effettua il tiro. Questa esercitazione può essere fatta, dapprima in posizione statica, per poi inserirla durante la nuotata nella combinazione trasporto palla-arresto-posizione base di tiro.
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E quelle dell’apprendimento specifico?

L’apprendimento specifico prevede l’insegnamento di tutti i movimenti propri della pallanuoto. Sono le evoluzioni dei fondamentali precedentemente citati, al termine della loro acquisizione, l’allievo sarà in grado di disputare una partita di pallanuoto.

Verranno inserite nuotate specifiche, contatto fisico e tattica di squadra. Il fondamentale del tiro è quello che viene imparato più velocemente e con una forte componente autodidatta da parte dei bambini/e, in quanto fulcro del divertimento e parte predominante del gioco.

  • Tiro: è il fondamentale appena diamo un pallone al bambino/a, la prima cosa che farà sarà proprio cercare di riprodurre il movimento del tiro per lanciarlo. Il compito dell’istruttore sarà di andare ad affinare questa tecnica, già sperimentata da ogni allievo/a, per renderla il più efficace possibile. Anche in questo caso è utile insegnare il movimento a secco, sia dalla posizione in ginocchio sia in piedi. Si deve, in questo caso, porre leggermente più avanti la gamba e il braccio opposti a quello di lancio, il dominante teso sopra la testa con il pallone. Da questa posizione, l’obiettivo è quello di lanciare il pallone in basso mirando alla giunzione tra pavimento e muro. Questo obbligherà ad una semi torsione del busto, chiusura addominale e conseguente frustata di polso. Da questa posizione si potranno insegnare tutti gli altri tipi di tiro, ponendo obiettivi al muro da colpire.

Una volta padroneggiate con una certa disinvoltura le tecniche citate, si potrà inserire nella didattica anche la parte di apprendimento del contatto fisico, così da approcciare le prime esperienze di tattica di squadra.

BIBLIOGRAFIA

  1. Bonifazi M, Marugo L, Armentano N, Camillieri G, Colombo G, Crescenzi S, Felici A, Mattiotti S, Melchiorri G, Giombini A, Sardella F, Benelli P, Gatta G, Zamparo P, Saini G. Gli sport natatori. Med Sport, 62:335-77, 2009
  2. Melchiorri G, Viero V, Triossi T, De Sanctis D, Padua E, Salvati A, Galvani C, Bonifazi M, Del Bianco R, Tancredi V. Water polo throwing velocity and kinematics: differences between competitive levels in male players. J Sports Med Phys Fitness. 55:1265-71, 2015
  3. Melchiorri G, Campagna A. L’allenamento fisico del pallanuotista. Calzetti & Mariucci Editori, Perugia, 2016

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