SANA ALIMENTAZIONE E TUMORI: LE LINEE GUIDA 2020

Continua la nostra intervista con la Dottoressa Barbara Paolini sull’aggiornamento 2020 delle linee guida dell’American Cancer Society (ACS). Andiamo a scoprire come frutta, verdura, cereali integrali, caffè e soia possono essere alimenti consigliati per ridurre il rischio di contrarre tumori. E come il sovrappeso e l’obesità costituiscono un pericolo per la nostra salute.

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Intervista (2° parte ) a

Barbara Paolini

Barbara Paolini

Medico Dietologo dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Professore all'Università di Siena. Presidente Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sezione Toscana (ADI).

Nell’aggiornamento 2020 delle linee guida, si fa rifermento all’aumento del rischio di contrarre tumori direttamente influenzato dal sovrappeso e dall’obesità. Cosa significa?

Persone in sovrappeso ed obese, con un eccesso di grasso corporeo dovuto principalmente ad un consumo di bevande zuccherate, alimenti a rapida preparazione e una dieta di tipo “occidentale”, cioè ricca di zuccheri aggiunti, carne e grassi, hanno un rischio più elevato di vedersi diagnosticata una patologia tumorale.

Evidenza scientifica che non si riscontra se si consumano alimenti contenenti fibre o si adotta il modello dietetico di tipo “mediterraneo”.

Già dal 2000 esistono evidenze che l’obesità è un fattore di rischio nel provocare tumori al seno, endometrio, rene, esofago, colon e retto.  L’aggiornamento del 2016 ha inserito anche i tumori dello stomaco, del fegato, della cistifellea, del pancreas, dell’ovaio e della tiroide, nonché il mieloma multiplo e il meningioma.  Inoltre, ci sono prove che l’obesità può essere responsabile dell’aumentato rischio di carcinoma prostatico e di tumori del cavo orale, della faringe e della laringe.

L’adiposità in eccesso può contribuire a un ambiente procarcinogeno attraverso diverse vie coinvolte nell’infiammazione, stress ossidativo, proliferazione cellulare e angiogenesi, inibizione dell’apoptosi/morte cellulare e metastasi.  Sempre più studi dimostrano che il microbioma intestinale e i metaboliti secondari potrebbero svolgere un ruolo importante in molte vie cancerogene correlate all’obesità.  

Anche una modesta perdita di peso migliora la sensibilità all’insulina e le alterazioni metaboliche e ormonali che svolgono anche ruoli nell’eziologia dei tumori.

Ridurre il rischio di tumori con una sana alimentazione. Quale ruolo hanno frutta e verdura?

Il consumo di verdure crude e frutta intera “probabilmente” protegge da diversi tumori areodigestivi, tra cui bocca, faringe, laringe, tumori del rinofaringe, dell’esofago, del polmone, dello stomaco e del colon-retto.

Le verdure, compresi i fagioli, e la frutta sono alimenti complessi, ciascuno contenente numerose vitamine, minerali, fibre, carotenoidi, flavonoidi e altre sostanze bioattive, come steroli, indoli e fenoli, che possono aiutare a prevenire il cancro. Chemiopreventive in particolare ortaggi e frutta, o gruppi di questi, tra cui verdure verde scuro e arancioni, verdure crocifere (ad es. cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles), prodotti a base di soia, legumi, verdure allium (cipolle e aglio) e prodotti a base di pomodoro.

Inoltre il consumo di frutta e verdura favoriscono il controllo delle calorie grazie al contenuto di acqua e fibra che danno maggiore sazietà e favoriscono il controllo del peso.

Il consumo di frutta e verdura è stato anche associato a un ridotto rischio di altre malattie croniche, in particolare le malattie cardiovascolari. Per la riduzione del rischio di patologie tumorali, è raccomandato di consumare almeno da 2-3 porzioni di verdura e da 1-2 porzioni di frutta ogni giorno, a seconda del fabbisogno energetico.

E quale contributo possono portare i cereali?

Il consumo di 30g di cereali integrali ogni giorno riduce del 5% il rischio di tumori del colon-retto.  Questi, ricchi di sostanze fitochimiche e fibre alimentari, possono ridurre il rischio di cancro del colon-retto attraverso la modifica della produzione di acidi grassi, livelli più bassi di specie batteriche proinfiammatorie, e accelerando il tempo di transito intestinale. Si riduce così la durata dell’esposizione dell’intestino agli agenti cancerogeni. Si raccomanda di consumare almeno la metà dei cereali come cereali integrali.

È consigliato consumare lattici e alimenti ricchi di vitamina D?

Le evidenze scientifiche dicono che le diete ricche di calcio e latticini riducono il rischio di tumore del colon-retto. Tuttavia, assunzioni per lungo tempo di dosi più elevate di calcio (> 2000 mg) possono essere associate un maggior rischio di tumore alla prostata. Il fabbisogno raccomandato per il calcio per gli adulti varia da 1000 a 1200 mg al giorno. Poiché l’assunzione di latticini può ridurre il rischio di alcuni tumori e eventualmente aumentare il rischio di altri, non sono state formulate raccomandazioni specifiche in merito al consumo di latticini per la prevenzione del cancro.

Le prove più coerenti per un effetto di riduzione del rischio di cancro della vitamina D sono relative al tumore del colon-retto. La vitamina D, che viene sintetizzata nella pelle con l’esposizione alle radiazioni ultraviolette, è riconosciuta per il suo ruolo nel mantenimento della salute delle ossa. Oltre all’esposizione al sole, la vitamina d è presente ai alcuni alimenti come il pesce azzurro e i latticini.

Cosa sono gli antiossidanti e cosa hanno a che fare con la prevenzione dei tumori?

Il corpo utilizza alcuni nutrienti, componenti alimentari bioattivi e composti prodotti endogeni per la protezione dai danni ai tessuti che si verificano costantemente a causa del normale metabolismo ossidativo. Poiché tale danno è associato ad un aumentato rischio di tumori, si ritiene che alcuni antiossidanti abbino un effetto protettivo per i tumori. Gli antiossidanti ottenuti dalla dieta includono vitamina C, vitamina E, carotenoidi e molti altri componenti alimentari bioattivi. 

Gli studi suggeriscono che le persone che mangiano più frutta e verdura, che sono ricche fonti di antiossidanti, possono avere un rischio inferiore per alcuni tipi di tumori. Per ridurre il rischio di patologie tumorali, il miglior consiglio è di consumare antiossidanti attraverso fonti alimentari intere anziché integratori.

Bere caffè influisce sul rischio di cancro?

Esistono prove del fatto che il caffè riduce il rischio di tumori della bocca, della faringe e della laringe, nonché del carcinoma cutaneo a cellule basali negli uomini e nelle donne e possibilmente melanoma maligno nelle donne. Il consumo di caffè ha dimostrato di aumentare il dispendio energetico, inibire il danno cellulare, regolare i geni coinvolti nella riparazione del DNA, avere proprietà antinfiammatorie e/o inibire le metastasi. Il caffè influenza anche il tempo di transito intestinale aumentandolo e il metabolismo epatico degli agenti cancerogeni, e può così contribuire a ridurre il rischio di alcuni tumori della digestione.

Importante anche la temperatura di consumo di caffè che non dovrebbe essere superiore a 65°C in quanto temperature troppo elevate possono aumentare il rischio di cancro dell’esofago.

Una dieta priva di glutine aiuta a ridurre il rischio di tumori?

Per gli individui senza celiachia, non ci sono prove che il consumo di una dieta priva di glutine sia associato a un minor rischio di tumori. Numerosi studi, al contrario, suggeriscono che il consumo di cereali integrali è una efficace strategia per ridurre il rischio di patologie tumorali.

Gli alimenti a base di soia possono ridurre il rischio di cancro?

Come con altri fagioli o legumi, la soia e gli alimenti derivati ​​dalla soia sono un’ottima fonte di proteine vegetali ​​e forniscono quindi un’alternativa più sana alla carne. La soia contiene diversi componenti alimentari bioattivi, inclusi gli isoflavoni, che hanno una struttura simile a quella degli estrogeni e sono in grado di legarsi ai recettori degli estrogeni, portando a un debole effetto estrogenico, effetti antiestrogenici o nessun effetto, a seconda delle condizioni del tessuto specifico e della dose. Vi sono prove da studi epidemiologici e di laboratorio che il consumo di cibi tradizionali a base di soia come il tofu può ridurre il rischio di tumori al seno e alla prostata, ma, nel complesso, le prove rimangono troppo limitate per una conclusione definitiva. Sebbene la soia proveniente da fonti alimentari sembri essere sicura e possa persino avere molteplici effetti benefici sulla salute, integratori di soia dovrebbero essere usati con cautela.

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