OTTOBRE “ROSA”: A TAVOLA LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO

La prevenzione contro il tumore al seno è uno strumento efficace per ridurre la mortalità di questo cancro. Una buona prevenzione segue semplici regole. A tavola, durante la tua quotidiana alimentazione, puoi fare prevenzione consumando adeguate dosi di verdura e frutta o limitando carni processate e grassi saturi. Scopri come fare prevenzione partendo dalla tua dieta con i medici di Cibum dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

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Consulenza scientifica

Barbara Paolini

Barbara Paolini

Medico Dietologo dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Professore all'Università di Siena. Presidente Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sezione Toscana (ADI).

TUMORE AL SENO: IL CANCRO PIÙ DIAGNOSTICATO ALLE DONNE

I dati epidemiologici del 2019 illustrano quanto si sta già facendo e quanto ancora si possa fare per combattere il cancro al seno. Non considerando i carcinomi cutanei, il carcinoma della mammella resta il più diagnosticato tumore nelle donne nelle varie fasce di età 0-49 anni (40%), 50-69 anni (35%) e >70 anni (22%). I dati mostrano un lieve incremento del trend dell’incidenza (+0.3%/anno) e al contempo una discreta riduzione della mortalità (-0.8%/anno).

TUMORE AL SENO: RIDURRE I FATTORI DI RISCHIO

I fattori di rischio associati alla comparsa di tumore della mammella sono vari e – purtroppo – non tutti modificabili quali ad esempio l’età, il sesso e mutazioni genetiche a carico dei geni BRCA1 e BRCA2. Ma cosa possiamo fare per ridurre i fattori modificabili?

  • EVITARE IL CONSUMO DI ALCOL: l’assunzione di bevande alcoliche risulta ormai essere un fattore chiaramente correlato ad un aumento del rischio di sviluppo della neoplasia della mammella. Le donne che consumano alcol hanno maggior probabilità di sviluppare il tumore al seno rispetto alle donne astemie. Il rischio incrementa in modo direttamente proporzionale alla quantità di alcol consumata. L’alcol è strettamente correlato anche alla comparsa di altri tumori, pertanto risulta utile attenersi all’assunzione indicata nelle linee guida per una sana alimentazione pubblicate dal Ministero della Salute: n. 1 unità alcolica (n. 1 bicchiere da 120ml di vino al giorno), altrimenti la completa astensione
  • CONTROLLARE IL PESO CORPOREO: l’attenzione ad una variazione del peso corporeo per eccesso è da porre in particolar modo dopo la menopausa. Infatti durante l’età fertile la maggiore quantità di estrogeni prodotta nell’organismo femminile avviene nelle ovaie mentre dopo la menopausa, il tessuto adiposo rappresenta il maggior produttore degli ormoni femminili. Ciò significa che tanto più sarà presente tessuto adiposo, tanto maggiore sarà la produzione di estrogeni con il relativo incremento del rischio di neoplasia della mammella. Inoltre un eccesso di tessuto adiposo determina spesso ridotta sensibilità all’insulina con conseguente iperinsulinismo, anch’esso fattore di rischio per varie neoplasie tra cui quella della mammella. Nonostante il collegamento tra sovrappeso ed obesità con tumore del seno possa sembrare chiaro è in realtà molto complesso. L’attenzione al peso corporeo sembra essere particolarmente importante soprattutto in età adulta, il rischio è aumentato nelle donne in cui si verifica un incremento ponderale in concomitanza alla menopausa, mentre sovrappeso-obesità in età fertile sembra essere un fattore protettivo per il tumore della mammella. Il periodo in cui si verifica un eccesso di peso corporeo, quindi di tessuto adiposo, potrebbe essere strettamente correlato anche alla tipologia di tumore sviluppato
  • SVOLGERE REGOLARMENTE ATTIVITÀ MOTORIA: l’attività fisica regolare si è dimostrata essere un importante fattore protettivo per il cancro della mammella soprattutto dopo la menopausa. Quanta attività è necessaria per svolgere un’azione protettiva contro il cancro in questione? L’American Cancer Society raccomanda agli adulti di svolgere 150-300 minuti di attività di intensità moderata o 75-150 minuti di attività intensa ogni settimana oppure una combinazione di entrambe. Non sono chiari i meccanismi che rendono l’attività motoria un fattore protettivo, potrebbe essere dato dal controllo che questa esercita sul controllo del peso corporeo evitando eccessi di tessuto adiposo, ai suoi effetti sull’equilibrio energetico, sull’infiammazione e/o sulla produzione di ormoni
  • GRAVIDANZA: ebbene sì, le donne che non hanno mai avuto una gravidanza o che hanno avuto la prima dopo i 30 anni mostrano un lieve incremento del rischio di sviluppare cancro al seno. L’effetto positivo della gravidanza sul rischio di sviluppare neoplasia della mammella risulta essere molto complesso, basti pensare che il rischio è maggiore nei primi dieci anni dopo la prima gravidanza – soprattutto per il cancro al seno non recettivo agli ormoni – andando poi a diminuire nel tempo
  • ALLATTAMENTO AL SENO: la letteratura scientifica a disposizione suggerisce che l’allattamento al seno può rappresentare un fattore protettivo andando a ridurre lievemente il rischio di cancro al seno, soprattutto se avviene per un periodo uguale o superiore ad un anno
  • METODI CONTRACCETTIVI: la maggior parte dei metodi contraccettivi svolge l’attività grazie alla presenza di ormoni che potrebbero portare ad un aumento del rischio di neoplasia della mammella. La maggior parte degli studi eseguiti, ha dimostrato che le donne che fanno uso di contraccettivi orali hanno un rischio leggermente maggiore di sviluppare carcinoma del seno rispetto alle donne che non ne hanno mai fatto uso. Una volta che la terapia contraccettiva orale viene sospesa, il rischio sembra ridursi e tornare alla norma entro circa 10 anni

L’ESPERTA: TUMORE AL SENO, SEGUI UNA DIETA SANA ED EQUILIBRATA

“Una efficace prevenzione contro il tumore al seno parte da una corretta alimentazione.” Indica la dottoressa Barbara Paolini, che prescrive: “È utile seguire una dieta varia ed equilibrata capace di apportare tutti i nutrienti necessari al nostro organismo. Attenzione ai grassi saturi e zuccheri che vanno limitati per evitare sovrappeso o obesità. È indicato includere ogni giorno frutta e verdura con queste porzioni di riferimento: verdura: almeno 2 porzioni al giorno di minimo 150g ciascuna, frutta 2-3 porzioni al giorno da assumere al termine dei pasti principali e/o come spuntino di metà mattina o pomeriggio. Complessivamente si consiglia l’assunzione quotidiana di circa 400g di vegetali non amidacei.”

TUMORE AL SENO: LA PREVENZIONE A TAVOLA

  • PRIVILEGIARE UN’ALIMENTAZIONE RICCA IN VEGETALI quali verdura, frutta, legumi e cereali integrali, per assumere un adeguato quantitativo di fibra. La sua assunzione risulta essere molto utile anche nel controllo del peso corporeo, evitando l’eccessivo accumulo di tessuto adiposo e sviluppo di sovrappeso e/o obesità. Quanta fibra è necessaria per svolgere la sua attività protettiva? Almeno 30g al giorno!
  • LIMITARE IL CONSUMO DI “FAST FOOD” e altri alimenti trasformati ricchi in grassi saturi, amidi o zuccheri, quali snack salati, snack dolci, caramelle, ecc. Limitare questi alimenti aiuta a controllare l’apporto calorico e mantenere un peso corporeo adeguato andando a ridurre il rischio di sviluppare i tumori correlati al sovrappeso e all’obesità come il cancro al seno
  • LIMITRE IL CONSUMO DI CARNE ROSSA E CARNI TRASFORMATE: cosa si intende per carni rosse e trasformate? Il termine “carne rossa” si riferisce a tutti i tipi di carne muscolare di mammifero, come manzo, vitellone, maiale, agnello, montone, cavallo e capra, mentre con il termine carne trasformata ci si riferisce alla carne che è stata lavorata mediante salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri processi per migliorarne il sapore o migliorare la conservazione. In caso di consumo di carne rossa si consiglia di non superare le tre porzioni a settimana per un quantitativo complessivo di circa 350-500g di peso a cotto, mentre per le carni lavorate se ne consiglia il consumo sporadico se non addirittura l’esclusione
  • EVITARE IL CONSUMO DI BEVANDE DOLCI E ZUCCHERATE, privilegiando l’assunzione di sola acqua e/o altre bevande non zuccherate. Per bevande zuccherate si intende tutti i liquidi che vengono addolciti tramite l’aggiunta di zuccheri “liberi” quali il saccarosio, lo sciroppo di mais, zuccheri naturalmente presenti nel miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati di frutta. Sono incluse le bevande sportive, le bibite, le bevande energetiche, le acque zuccherate e le bevande a base di thè o caffè con aggiunta di zuccheri e/o sciroppi. Anche in questo caso, se ne sconsiglia l’assunzione a causa del ruolo che tali bevande giocano nell’incremento ponderale favorendo sviluppo di sovrappeso ed obesità e di conseguenza aumentando il rischio di sviluppare tumori obesità-correlati
  • EVITARE L’ASSUNZIONE DI INTEGRATORI PER PREVENIRE PATOLOGIE QUALI IL CANCRO, si raccomanda infatti di soddisfare tutti i fabbisogni solo tramite una dieta sana e varia, evitando un’alimentazione monotona e selettiva garantendo l’assunzione di più alimenti appartenenti ai vari gruppi alimentari. Numerosi studi randomizzati non hanno dimostrato effetti protettivi dei micronutrienti apportati sul rischio di sviluppare cancro ma, al contrario, alcuni studi hanno illustrato la possibilità di effetti avversi inattesi

TUMORE AL SENO: PREVENZIONE E DIETA MEDITERRANEA

La dieta mediterranea è uno stile alimentare che sposa perfettamente tutti i principi sopra elencati. Seguire la dieta mediterranea significa ridurre i fattori di rischio di tumore al seno. È una dieta semplice ed efficace che prevede:

  • molti vegetali
  • modesta assunzione di carne (soprattutto rossa) e latticini
  • adeguato consumo di pesce
  • consumo di cereali integrali
  • olio extra vergine d’oliva come unico grasso da condimento

La dieta mediterranea, se associata anche ad adeguati livelli di attività motoria, è un elisir di salute proprio nelle nostre mani. La sua aderenza, però, sembra essere ridotta anche nei paesi del Mediterraneo. Si rende perciò utile un ritorno alle origini, alle tradizioni, andando a riabbracciare la nostra storia che – in questo caso – è anche sinonimo di salute.

BIBLIOGRAFIA

  1. Linee guida AIOM  2019 “Neoplasie della mammella”
  2. www.cancer.org
  3. “Reccomendations and public health and policy implications”, CUP (Conitnuous Update Project),  World Cancer Research Fund-American Institute for Cancer Research; 2018

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