L'IBS E LE RIPERCUSSIONI SULLE ATTIVITÀ QUOTIDIANE

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è una condizione cronica che influisce negativamente sulla qualità della vita, con ripercussioni significative sullo stato emotivo e funzionale dei pazienti. I sintomi dell'IBS, come dolore addominale, gonfiore e alterazioni delle abitudini intestinali, non solo causano disagio fisico, ma compromettono anche la sfera psicologica e sociale. Scopri di più con medici di Cibum dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese

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Consulenza scientifica

Massimo Vincenzi

Medico specialista in Medicina Interna, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Scienza dell'Alimentazione e Medicina dello Sport. Responsabile del servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva della San Pier Damiano Hospital, Faenza (Ravenna). Vicesegretario Nazionale dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica. Coordinatore dei Gruppi di Studio e dell'Area Web dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI. Membro dell'American Gastroenterological Association (AGA) e Fellows ship dell'American Gastroenterological Association (AGAF). Componente dell’Editorial Committee del Mediterranean Journal of Nutrition and Metabolism.

SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE (IBS): IMPATTO SULLA VITA QUOTIDIANA E PRODUTTIVITÀ

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione cronica che provoca una vasta gamma di sintomi, con gravi ripercussioni sullo stato emotivo, sulle abilità funzionali e sulla qualità della vita. I pazienti con IBS si rivolgono più frequentemente al medico, sottoponendosi a un maggior numero di test diagnostici e consumando più farmaci rispetto a chi non soffre di questa sindrome. Inoltre, la loro produttività lavorativa è notevolmente ridotta e le assenze dal lavoro sono più frequenti.

IMPATTO SULLA PRODUTTIVITÀ LAVORATIVA

Gli studi clinici stimano che la produttività dei pazienti con IBS sia mediamente inferiore del 30% rispetto ai lavoratori sani. Questo si traduce in circa 13,8 ore di lavoro perse ogni settimana, su una media di 40 ore lavorative. La ridotta produttività è spesso accompagnata da un aumento delle comorbidità extra-intestinali, come la sindrome da stanchezza cronica, la fibromialgia, la cefalea e specifici timori e preoccupazioni legati alla malattia.

COMORBIDITÀ E DISTURBI PSICHIATRICI

I pazienti con IBS tendono ad avere più comorbidità, il che peggiora ulteriormente la loro qualità della vita. Tra queste, troviamo condizioni come la sindrome da stanchezza cronica e la fibromialgia, che contribuiscono ad aumentare il livello di sofferenza e disabilità. Inoltre, l’IBS è spesso associata a disturbi psichiatrici come la depressione e l’ansia, che complicano ulteriormente la gestione della malattia.

IMPATTO SULLA QUALITÀ DELLA VITA

L’IBS ha un impatto negativo significativo sulla qualità della vita dei pazienti. I sintomi cronici e ricorrenti, come il dolore addominale, il gonfiore e le alterazioni delle abitudini intestinali, limitano la capacità dei pazienti di svolgere le attività quotidiane e riducono il loro benessere generale. La malattia non solo influisce sulla sfera fisica, ma compromette anche quella emotiva e psicologica, creando un circolo vizioso di disagio e malessere.

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L’IBS AUMENTA LA SPESA SANITARIA

Gli studi condotti negli Stati Uniti stimano che ci siano 3,6 milioni di visite mediche per IBS ogni anno, e che l’assistenza IBS consuma oltre 20 miliardi di dollari in spese sia dirette che indirette. Inoltre, i pazienti con IBS consumano oltre il 50% in più di risorse sanitarie rispetto ai controlli corrispondenti senza IBS.

Un’indagine nazionale tra gli studenti delle scuole medie e superiori in Giappone ha dimostrato che la prevalenza di IBS era del 18,6%. Non è stata osservata alcuna differenza di sesso nella prevalenza. La prevalenza di IBS-D era più alta tra i ragazzi che tra le ragazze. Al contrario, la prevalenza di IBS-C era più alta tra le ragazze che tra i ragazzi. La prevalenza di IBS aumenta con l’aumentare del livello scolastico. Inoltre, vi era una relazione significativa tra IBS, disturbi del sonno e insonnia.

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L’ESPERTO: L’IBS È PIÚ FREQUENTE NELLA DONNE

“L’IBS ha una prevalenza doppia nelle donne, indicando quindi anche una probabile correlazione ormonale. Le donne con IBS hanno maggiori probabilità di soffrire di IBS-C e meno di IBS-D – indica il Dottor Massimo Vincenzi – che afferma: Un fattore importante per lo sviluppo dell’IBS è rappresentato dai fattori di stress comparsi in fasi precoci della vita, in particolare la separazione materna, che può avere effetti a lungo termine sul microbiota. Questo è stato documentato in diversi modelli animali.”

LA GASTROENTERITE BATTERICA ACUTA

La gastroenterite batterica acuta è il più forte fattore di rischio noto per IBS. Nel 36% delle persone che hanno sofferto di infezione da Campylobacter jejuni sono presenti ancora sintomi IBS dopo 2 anni causati da un persistente aumento della permeabilità intestinale.

Questo sottogruppo di IBS è chiamato IBS postinfettivo (IBS-PI). La gastroenterite acuta, gli antibiotici e lo stress sono fattori di rischio predominanti per la disbiosi intestinale e la successiva IBS sia negli adulti che nei bambini. Un aumento dell’infiammazione della parete intestinale può causare un’infiammazione cronica, subclinica, di basso grado, sufficiente a modificare la funzione delle cellule neuromuscolari ed epiteliali.

La disbiosi può anche contribuire al profilo comportamentale di un paziente con IBS. Il lavoro sedentario, la mancanza di esercizio fisico, la dieta occidentale ricca di carboidrati e i cosiddetti cibi processati sono ulteriori fattori di rischio ben consolidati per l’IBS.

BIBLIOGRAFIA

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