MICROBIOTA: TANTI BATTERI BUONI

MICROBIOTA-INTESTINALE

Consulenza scientifica

Massimo Vincenzi

Medico specialista in Medicina Interna, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Scienza dell'Alimentazione e Medicina dello Sport. Responsabile del servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva della San Pier Damiano Hospital, Faenza (Ravenna). Vicesegretario Nazionale dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica. Coordinatore dei Gruppi di Studio e dell'Area Web dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI. Membro dell'American Gastroenterological Association (AGA) e Fellows ship dell'American Gastroenterological Association (AGAF). Componente dell’Editorial Committee del Mediterranean Journal of Nutrition and Metabolism.

COS’È?

Il corpo umano è un organismo ospite per trilioni (1013–1014) di microbi che risiedono nel tratto gastrointestinale (GI). Il numero di microbi è 10 volte il numero di cellule nel nostro corpo e hanno un numero di geni pari a 150 volte (3,3 mil) rispetto al genoma umano.

Il microbioma ha una grande influenza sull’espressione di una vasta gamma di geni umani. Infatti, ceppi particolari di Bifidobatteri, Lattobacilli ed Escherichia coli influenzano l’espressione genica delle mucine, i recettori Toll-like sui macrofagi e le cellule dendritiche, le caspasi e diversi fattori nucleari che portano a una risposta antinfiammatoria.

L’interazione tra i batteri benefici commensali e le cellule immunitarie si traduce in una downregulation dei geni pro-infiammatori, mentre i geni anti-infiammatori sono sovraregolati. Sebbene l’identificazione del microbiota sia in corso, la maggior parte del microbiota gastrointestinale è ancora non caratterizzata. È ormai certo che si tratta di una grande varietà di microbi in maggior parte batteri anaerobici. La stima attuale è che ci sono 500-1000 diverse specie batteriche e più di 7000 ceppi batterici individuali che creano una comunità di organismi commensali che si sono evoluti nel corso di milioni di anni.

Il microbiota è dominato da 4 phylae batterici predominanti di cui i più abbondanti sono i Firmicutes Gram-positivi (tra i quali oltre 180 specie di Lactobacillus), e Actinobacteria (tra gli altri i Bifidobatteri), i Bacteroides Gram-negativi (B. Fragilis il più importante) e Proteobatteri (E. coli, salmonella, yersinia, shigella, vibrio, haemophilus, ecc.). Il microbiota include anche un vasto numero di virus, protozoi, archae e funghi.

IBS E IMPATTO DEL MICROBIOTA

I pazienti con IBS esprimono un’instabilità nella composizione del microbiota che può essere temporanea o permanente e, utilizzando appropriate tecniche, è possibile dimostrare una ridotta diversità del microbiota in più del 70% degli individui con IBS.

Il quadro di disbiosi comune nell’IBS è un aumento di Streptococcus spp, una riduzione del Lactobacillus spp e una ridotta abbondanza di Bacteroidetes, cioè una riduzione complessiva dei batteri benefici e un aumento delle specie patogene.

In ambito clinico, i soggetti con IBS e che lamentano dolore, avevano più di 5 volte meno Bifidobatteri rispetto a quelli senza dolore. Tuttavia, l’associazione tra sintomi specifici e alterazioni microbiche rimane poco studiata nell’ IBS.

In conclusione, una diminuzione della diversità nel microbiota può essere dimostrata nella maggior parte ma non in tutti i casi di IBS. I risultati comuni sono un aumento delle specie patogene e una diminuzione delle specie probiotiche come il Lactobacillus e il Bifidobacterium.

BIBLIOGRAFIA

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