BEVANDE ALCOLICHE. PAROLA D’ORDINE: POCO E DI QUALITÀ!

L’eccesso di alcol danneggia la tua salute. Colpisce principalmente il fegato causando fibrosi, cirrosi e cancro. Evita i superalcolici. È possibile consumare il vino, in quantità moderate, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce a basso rischio il consumo di 1 bicchieri di vino rosso a pasto per gli uomini e 1/2 bicchiere di vino rosso a pasto per le donne.

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Consulenza scientifica

Barbara Martinelli

Barbara Martinelli

Dottore in Dietistica. Ha conseguito la laurea triennale in dietistica nel 2014; laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione nel 2016. Lavora presso l’UOSA Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AOU Senese. Relatore in numerosi congressi in ambito nutrizionale e docente nei corsi per il personale dell’AOU Senese.

BEVANDE ALCOLICHE: SEMPRE PIÙ DIFFUSO L’ABUSO DI ALCOL

Il consumo di bevande alcoliche risulta sempre più diffuso a partire sin dalla giovane età. Come è ben noto queste bevande, svolgono una serie di effetti negativi a carico dei vari apparati del nostro organismo. L’elemento causante queste alterazioni è l’etanolo. Questo non è un nutriente vero e proprio, ciò nonostante fornisce un importante apporto calorico (7 kcal/g). Le calorie che assumiamo tramite bevande alcoliche vengono dette calorie vuote in quanto non apportano quantità significative di alcun nutriente.

BEVANDE ALCOLICHE: IL CONSUMO DI GRANDI QUANTITÀ ALTERA LA TUA SALUTE

Il consumo cronico – e in grandi quantità – di alcolici, è in grado di alterare in modo significativo lo stato nutrizionale di un individuo. Questo può avvenire principalmente per due fattori:

  • Il consumo eccessivo di bevande alcoliche causa una riduzione dell’assunzione di macronutrienti, vitamine e sali minerali
  • L’eccessivo e prolungato consumo di alcolici compromette la funzionalità epatica andando a ridurne la capacità di metabolizzare i vari nutrienti

BEVANDE ALCOLICHE: NO AI SUPERALCOLICI, SÌ A UN BUON BICCHIERE DI VINO

All’interno di una corretta ed equilibrata alimentazione – come nella dieta mediterranea – non è da escludere completamente l’assunzione di bevande alcoliche. Si ritiene però particolarmente utile effettuare una selezione di tali bevande e soprattutto delle quantità. Si consiglia l’esclusione totale di superalcolici, mentre, un buon bicchiere di vino rosso ai pasti principali, rappresenta un buon compromesso tra salute, convivialità e piacere. Ovviamente questo vale per persone in età adulta e in assenza di patologie.

L’ESPERTA: VINO E DIETA MEDITERRANEA

“Molti articoli scientifici – spiega la dottoressa Barbara Martinelli – hanno riportato l’effetto positivo sulla salute di modeste quantità di vino rosso, inserito in un contesto alimentare adeguato (dieta mediterranea). Gli effetti benefici sarebbero garantiti prevalentemente dalla presenza del Resveratrolo. Questo è il responsabile della attività antinfiammatoria e antiossidante attribuite al vino rosso”. Che prescrive: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un consumo a basso rischio le seguenti quantità: 1 bicchiere di vino rosso da circa 120 ml al giorno per donne adulte ed anziani (< 10 g di alcol al giorno, 1 Unità Alcolica) e 2 bicchieri di vino rosso da circa 120 ml cadauno al giorno per uomini adulti (< 20 g di alcol al giorno, 1 Unità Alcolica)”.

BEVANDE ALCOLICHE: VINO E APPARATO CARDIOVASCOLARE

E’ possibile affermare che l’attività del vino ha effetti positivi prevalentemente a carico dell’apparato cardiovascolare. Tra le azioni positive studiate:

  • Miglioramento dell’assetto lipidico con incremento del colesterolo HDL detto anche colesterolo “buono” per la sua azione di “spazzino” delle arterie
  • Attività antitrombotica e antiaterosclerotica
  • Miglioramento della funzionalità endoteliale
  • Miglioramento della sensibilità all’insulina quindi della risposta glicemica

BEVANDE ALCOLICHE: NON SOLO UN PROBLEMA DI QUANTITÀ

Per gli affetti avversi dell’alcol non è importante solo la quantità totale assunta, ma anche i fattori che sono in grado di variare l’alcolemia (concentrazione di etanolo nel sangue). L’etanolo è una sostanza con la capacità di sciogliersi perfettamente nell’acqua pertanto riesce a passare facilmente le barriere interne/esterne dell’organismo. Queste caratteristiche ne permettono la rapida diffusione in tutti i distretti corporei ad eccezione del tessuto osseo e di quello adiposo. Vediamo quali sono le variabili principali in grado di ridurre o meno la concentrazione ematica di etanolo:

  • Quantità di alcolico assunta: maggiore è la concentrazione di etanolo maggiore sarà il picco di alcolemia
  • Tipologia di bevanda alcolica assunta: la presenza di anidride carbonica, negli alcolici che la contengono naturalmente (birra) e in quelli in cui vi è aggiunta tramite altre bevande (cocktail), comporta un più rapido assorbimento dell’etanolo
  • Tempo di svuotamento gastrico: il tasso di alcolemia è più basso se lo svuotamento gastrico è più lento, fattore variabile in base a più fattori quali ad esempio la composizione del pasto (ricco in fibre e grassi)
  • Digiuno: il metabolismo dell’etanolo risulta molto più lento durante il digiuno, pertanto la sua presenza nel circolo sanguigno risulterà più lunga

BEVANDE ALCOLICHE: L’ABUSO COLPISCE LA TUA SALUTE

Come anticipato, i danni da alcol si ripercuotono sui vari organi e sistemi del nostro organismo. Ecco come:

  • L’organo principalmente colpito dall’eccesso di alcol è il fegato, in quanto è l’organo addetto alla metabolizzazione dei nutrienti. Tra le patologie che si possono verificare abbiamo: fibrosi, cirrosi e cancro
  • Aumento del rischio di insorgenza di tumori a carico dell’apparato digerente: bocca, faringe, laringe, esofago, fegato e anche in altri distretti quali la mammella
  • Effetti neurotossici con riduzione delle prestazioni cognitive, aumentato rischio di demenza senile, di malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche, come epilessia e depressione
  • Aumentato rischio di osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture ossee
  • Interferenza con l’attività di alcuni farmaci andando ad aumentare/diminuire l’attività e/o la concentrazione del farmaco nel sangue, con conseguenze anche importanti (crisi ipoglicemiche nei pazienti che assumono ipoglicemizzanti orali)
  • Se l’uso eccessivo viene fatto durante l’adolescenza si possono avere importanti ripercussioni sullo sviluppo psico-fisico del giovane consumatore

FAKE NEWS

Quante volte hai assunto un superalcolico per “digerire meglio”? Niente di più sbagliato! Infatti l’assunzione di alcol rallenta i processi digestivi con alterato svuotamento gastrico.

BIBLIOGRAFIA

  1. Linee guida per una sana alimentazione – revisione 2018
  2. Ditano-Vázquez P, Torres-Peña JDGaleano-Valle FPérez-Caballero AI, et al. The fluid aspect of the mediterranean diet in the prevention and management of cardiovascular disease and diabetes: the role of polyphenol content in moderate consumption of wine and olive oil. Nutrients 2019 Nov; 11(11): 2833
  3. Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia Agraria (CREA), Linee guida per una sana alimentazione; 2018; pp: 111-121
  4. Ronksley PE, Brien SE, Turner BJ, et al. Association of alcohol consumption with selected cardiovascular disease outcomes: a systematic review and meta-analysis. Brit Med J 2011; 342: d671
  5. Chiuve SE, Rimm EB, Mukamal KJ, et al. Light to moderate alcohol consumption and risk of sudden cardiac death in women. Heart Ryhthm 2010; 7: 1374-1380

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