29/09: GIORNATA DEL CUORE

Cibum ha intervistato la Dottoressa Serafina Valente che, in occasione della giornata mondiale del cuore, spiega come una corretta alimentazione, la dieta mediterranea e soprattutto l’olio d’oliva rappresentano strumenti per ridurre i fattori di rischio delle più comuni malattie cardiovascolari e vivere in salute

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Consulenza scientifica

Serafina Valente

Direttore di Cardiologia Clinico Chirurgica (UTIC) e Direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare presso l’Azienda ospedaliera-universitaria Senese. Esperta e studiosa delle patologie cardiovascolari, in particolare cardiopatia ischemica, shock cardiogeno, scompenso cardiaco avanzato, trapianto di cuore e sistemi di assistenza cardiocircolatoria.

Dottoressa Valente, quali sono i maggiori pericoli per la nostra salute?

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’86% delle morti, il 77% della perdita di anni di vita in buona salute e il 75% delle spese sanitarie in Europa e in Italia sono causati da alcune patologie come malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica-infarto miocardico e angina), tumori, diabete, malattie respiratorie croniche, problemi di salute mentale e disturbi muscoloscheletrici, che hanno in comune fattori di rischio modificabili.

Questi fattori sono: il fumo di tabacco, l’obesità e il sovrappeso, l’abuso di alcol, lo scarso consumo di frutta e verdura, la sedentarietà, l’eccesso di grassi nel sangue e l’ipertensione arteriosa.

I 4 principali fattori di rischio (fumo, alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica) sono responsabili – da soli – del 60% delle morti premature evitabili, cioè della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia ma sono in ampia misura modificabili (Fig. 1).

Fig. 1 – Fattori di rischio delle malattie cardiovascolari – Nutrient 2020; 12(4): 1088

Quanto è importante una sana alimentazione?

Tra questi fattori di rischio, negli ultimi anni sono state oggetto di crescente attenzione le abitudini alimentari scorrette e la scarsa attività fisica.

L’alimentazione è in grado di modificare sostanzialmente il profilo di rischio di un soggetto in prevenzione primaria (in soggetti che non hanno ancora avuto problemi cardiovascolari), e/o secondaria (in pazienti che hanno già avuto problemi cardiovascolari).

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Esiste una dieta migliore di un’altra?

L’analisi delle diete in rapporto al rischio cardiovascolare ha messo in particolare evidenza la dieta Mediterranea.

Il concetto di dieta Mediterranea risale agli anni ’60, quando Ancel Keys coniò questo termine in seguito ai risultati dello Studio delle Sette Nazioni che dimostrarono che le popolazioni (Italia e Grecia) che si affacciavano nel bacino del Mediterraneo presentavano una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari e tumorali in confronto con le altre popolazioni.

La dieta Mediterranea, nella sua formulazione originaria, era caratterizzata dall’assunzione di elevate quantità di alimenti di origine vegetale, legumi, frutta, cereali (pane, pasta) con l’olio di oliva come principale fonte di grassi, e da una bassa assunzione di carne, soprattutto quella rossa.

Queste stesse abitudini alimentari mediterranee prevedevano inoltre un introito da moderato ad alto di pesce, un’assunzione da bassa a moderata di formaggi e un consumo regolare ma moderato di alcol, soprattutto vino rosso durante i pasti.

La Dieta Mediterranea nel 2010 è stata dichiarata dall’UnescoPatrimonio culturale e immateriale dell’Umanità”. Il motivo di tale riconoscimento è perché dona benefici elevatissimi nei confronti della nostra salute.

Tutte le più importanti e autorevoli società scientifiche del mondo suggeriscono proprio il profilo alimentare Mediterraneo come strumento ideale per conservare lo stato di salute. Un’autorevole conferma della validità del modello dietetico mediterraneo ci viene proposto dalle nuove linee guida europee sulla prevenzione cardiovascolare che consigliano la regolare attività fisica (da 150 a 300 minuti a settimana) e la dieta mediterranea come i capisaldi della prevenzione delle malattie cardiovascolari.

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Per vivere in salute è necessario fare guerra ai grassi?

L’elemento cardine della Dieta Mediterraneo è l’olio di oliva, come unica fonte di grassi. L’olio di oliva è composto principalmente da acidi grassi monoinsaturi, soprattutto l’acido oleico, lo stearico ed il palmitico. Questi acidi svolgono un’azione benefica sull’assetto lipidico riducendo il colesterolo LDL, che induce rischio di aterosclerosi coronarica, cardiovascolare e aumentando, anche se lievemente, il colesterolo HDL.

L’olio d’oliva contiene inoltre sostanze ad azione antiossidante, che facilitano la vasodilatazione con conseguente riduzione della pressione arteriosa.

Recentemente la Food and Drug Administration, l’ente regolatore Americano per i farmaci e i nutrienti, ha disposto che su ogni confezione di olio d’oliva venga apposta la dicitura “Fa bene alla salute”.

Il pesce è presente in una moderata quantità nello schema alimentare tipico delle aree mediterranee. Gli effetti cardioprotettivi del pesce sono dovuti agli acidi grassi omega-3 in esso contenuti. Studi recenti hanno mostrato che 2 o più porzioni di pesce consumate nella settimana sono associate con una riduzione del 30% del rischio di cardiopatia ischemica (Fig. 2).

Fig. 2 – Principali benefici della dieta mediterranea contro le malattie cardiovascolari – Int J Mol Sci, 2018; 19(12): 3988

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