DIABETE DI TIPO 2: PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE

Il diabete mellito è una malattia multifattoriale, che si associa a complicanze sistemiche gravi ed invalidanti. Il diabete è infatti tra le prime 10 cause di morte nel mondo. Il diabete è una vera e propria emergenza sanitaria, in rapida crescita: nel 2019, circa mezzo miliardo di persone era affetto da diabete a livello mondiale, ma si stima che entro il 2045 saranno circa 700 milioni le persone affette da questa malattia. Il diabete si può prevenire e gestire attraverso una adeguata terapia. Scopri come con i medici di Cibum dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese

diabete-mellito-tipo-2

Consulenza scientifica

Francesco Dotta

Professore Ordinario di Endocrinologia e Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Siena. Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diabetologia e Malattie Metaboliche, Azienda ospedaliero-universitaria Senese, Policlinico “Le Scotte”, Siena. Presidente dell’Osservatorio della Regione Toscana per la formazione medico-specialistica. Direttore del Centro Studi e Ricerche dell’Health City Institute.

IL DIABETE MELLITO: DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA

Il diabete è un’importante problema di salute che ha raggiunto proporzioni allarmanti. Durante il corso della malattia, soprattutto nei soggetti con scarso compenso metabolico, possono instaurarsi complicanze a carico della retina, dei reni, del sistema cardiovascolare. Basti pensare che, nei paesi occidentali, il diabete rappresenta una delle prime cause di cecità e malattia renale allo stadio terminale, ed i soggetti affetti da diabete hanno un aumentato rischio di infarto miocardico ed ictus.

La forma più frequente di diabete mellito è rappresentata dal diabete di tipo 2 (circa il 90% dei casi), caratterizzato da progressivo deficit di secrezione insulinica, solitamente in un background di insulino-resistenza, ovvero l’incapacità dei tessuti bersaglio di rispondere all’azione dell’insulina.

Il diabete è una patologia cronica, quindi considerata irreversibile. La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento permettono di gestire la malattia e ridurre il rischio di insorgenza di complicanze croniche. Tuttavia, è ormai noto che il diabete di tipo 2 clinicamente manifesto è preceduto da una lunga fase asintomatica, in cui può instaurarsi un danno a carico dei tessuti bersaglio, perciò non è infrequente la presenza di complicanze del diabete già al momento della diagnosi. È chiaro, dunque, come siano fondamentali strategie di prevenzione per ridurre il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Esistono infatti dati che dimostrano come sia possibile prevenire l’insorgenza di diabete di tipo 2 – e, addirittura, ci sono alcuni dati a supporto della possibilità di remissione di malattia.

diabete-prevenzione

I FATTORI DI RISCHIO DEL DIABETE TIPO 2

L’individuazione di condizioni di aumentato rischio di diabete permette di intraprendere precocemente delle strategie preventive. Tra i fattori di rischio maggiormente noti sono comprese l’obesità e le condizioni di disglicemia o ‘pre-diabete’. Queste ultime comprendono:

  • alterata glicemia a digiuno (IFG, impaired fasting glucose), definita dal rilievo di glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dl;
  • alterata tolleranza glucidica (IGT, impaired glucose tolerance), definita dalla presenza di glicemia compresa tra 140 e 199 mg/dl 2 ore dopo carico orale di glucosio;
  • emoglobina glicata compresa tra 6 e 6.49%.

In presenza di tali condizioni di rischio è fondamentale ricercare e correggere eventuali ulteriori fattori di rischio per diabete e malattie cardiovascolari, come ipertensione arteriosa e dislipidemia, che fanno parte della cosiddetta sindrome metabolica. Altri fattori di rischio sono rappresentati da:

  • età avanzata
  • pregresso diabete gestazionale
  • inattività fisica
  • steatosi epatica
  • familiarità per diabete di tipo 2
diabete-attività-fisica

L’ESPERTO: LA PREVENZIONE PASSA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ED ATTIVITÀ FISICA

“La prevenzione in soggetti a rischio si basa su una sana alimentazione ed una regolare attività fisica, che rappresentano una vera e propria terapia nei soggetti con predisposizione al diabete. Studi clinici randomizzati come il Diabetes Prevention Program (DPP) ed il Finnish Diabetes Prevention Study (DPS) hanno chiaramente dimostrato come le modifiche dello stile di vita siano estremamente efficaci nel prevenire il diabete di tipo 2 e migliorare altri fattori di rischio cardiovascolare, quali la pressione arteriosa e l’assetto lipidico”. Indica il Professor Francesco Dotta, che spiega: “Nei soggetti a rischio di diabete, le modifiche dello stile di vita devono includere un programma alimentare personalizzato che permetta di ottenere e mantenere un calo ponderale del 5-10% ed un’attività fisica aerobica di moderata intensità per almeno 150 minuti alla settimana (o 20-30 minuti al giorno). Questo intervento permetterebbe di ridurre il rischio di diabete del 60%“.

diabete-dieta

PREVENIRE IL DIABETE TIPO 2? SI PUÒ!

Negli studi sopra citati, l’intervento dietetico si basava sulla riduzione del contenuto di grassi e sull’aumento dell’assunzione di fibre. Diversi dati dimostrano che, al di là della quantità di taluni alimenti nella dieta, la qualità degli alimenti influenza fortemente il rischio di diabete: ad esempio, gli acidi grassi saturi aumentano il rischio di diabete tipo 2, mentre una diminuzione del loro consumo a favore di acidi grassi insaturi, lo riducono.

Numerosi dati indicano inoltre che una dieta ricca in fibre e in alimenti a basso indice glicemico, come i prodotti a base di cereali integrali, è protettiva nei confronti del rischio di diabete tipo 2, mentre un elevato consumo di prodotti animali aumenta il rischio di diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari. Indubbiamente, indipendentemente dai singoli alimenti, la qualità complessiva del pasto, con una forte raccomandazione al consumo preferenziale di cereali integrali, legumi, noci, frutta e verdura e minimo cibi raffinati, è associata con un minor rischio di diabete di tipo 2. Inoltre, la distribuzione dei macronutrienti dovrebbe basarsi su una valutazione individualizzata dello schema alimentare più appropriato, anche in base alla preferenze del paziente.

Oltre alla dieta ed al calo ponderale, l’attività fisica può contribuire ad abbassare i livelli di glicemia e a migliorare la sensibilità all’insulina. L’esercizio fisico infatti è in grado di migliorare diversi fattori di rischio cardiovascolari: riduce i livelli pressori ed i trigliceridi ed aumenta il colesterolo HDL (buono). Inoltre, l’esercizio fisico favorisce una ridistribuzione del tessuto adiposo, riducendo l’adipe addominale e favorendo di conseguenza il ripristino di una normale sensibilità insulinica. Per la prevenzione del diabete tipo 2, l’attività fisica aerobica di moderata intensità, come la camminata veloce, può essere associata ad esercizi di resistenza.

Infine, occorre ricordare che tra le modifiche dello stile di vita da raccomandare ai pazienti a rischio di diabete non deve essere sottovalutata l’importanza della cessazione del fumo di sigaretta, noto fattore di rischio aterosclerotico, ed un adeguato riposo notturno. La deprivazione di sonno si associa infatti al peggioramento dell’insulino-resistenza e aumenta il rischio cardiometabolico.

BIBLIOGRAFIA

  1. IDF 2019. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas, 9th edn. Brussels, Belgium: 2019. https://www.diabetesatlas.org. Accessed 22 Nov 2019
  2. American Diabetes Association. 3. Prevention or delay of type 2 diabetes: Standards of Medical Care in Diabetesd2021. Diabetes Care 2021
  3. American Diabetes Association. 2. Classification and diagnosis of diabetes: Standards of Medical Care in Diabetesd2021. Diabetes Care 2021
  4. Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Società Italiana di Diabetologia (SID) – Standard italiani per la cura del diabete mellito 2018
  5. Adeva-Andany MM, González-Lucán M, Fernández-Fernández C, Carneiro-Freire N, Seco-Filgueira M, Pedre-Piñeiro AM. Effect of diet composition on insulin sensitivity in humans. Clin Nutr ESPEN. 2019
  6. Knowler WC, Barrett-Connor E, Fowler SE, et al.; Diabetes Prevention Program Research Group. Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metfor- min. N Engl J Med 2002
  7. Lindstro ̈m J, Ilanne-Parikka P, Peltonen M, et al.; Finnish Diabetes Prevention Study Group. Sustained reduction in the incidence of type 2 diabetes by lifestyle intervention: follow-up of the Finnish Diabetes Prevention Study. Lancet 2006
  8. Cappuccio FP, Cooper D, D’Elia L, Strazzullo P, Miller MA. Sleep duration predicts cardiovascular outcomes: a systematic review and meta-analysis of prospective studies. Eur Heart J.

RESTA SEMPRE AGGIORNATO

Adesso che sai come fare, continua a seguirci. Ricevi ogni sabato mattina nuove informazioni per la tua salute.

CONDIVIDI

Pensa alle persone che conosci, gli amici, la tua famiglia. Dai loro l’opportunità di stare bene, in salute. Condividi sui social quello che hai appena letto. Più condividi, più te ne saranno grati.

Lascia un commento

Devi loggarti per inserire un commento.