ALLERGIA AL NICHEL: CAMBIARE ALIMENTAZIONE NON BASTA

L’allergia al nichel è una fra le più difficili da combattere o da controllare poiché questo metallo, seppure in modeste quantità, è presente un po’ ovunque, nel suolo, nell'acqua, nell'aria e nella biosfera. Per ridurre i suoi effetti negativi sulla tua salute servono precise prescrizioni alimentari e buone pratiche da seguire. Scoprile con i medici di Cibum dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

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Consulenza scientifica

Barbara Paolini

Barbara Paolini

Medico Dietologo dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Professore all'Università di Siena. Presidente Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sezione Toscana (ADI).

ALLERGIA AL NICHEL: CARATTERISTICHE

Il nichel (Ni) è un elemento chimico presente in moltissimi oggetti e alimenti con cui veniamo a contatto giornalmente. È utilizzato per la produzione di acciaio inossidabile, per la produzione di attrezzature per il trattamento degli alimenti e per contenitori. Inoltre, è impiegato per la fabbricazione di monili, articoli di bigiotteria e gioielleria, accessori di moda metallici in genere, chiavi, occhiali, attrezzi metallici, stoviglie, monete metalliche, tinture per ceramiche, porcellane, vetro, terracotta, coloranti per alimenti. È usato anche per detersivi e saponi e per cosmetici come il mascara ed ombretto.

Il suo contenuto nel suolo e nell’acqua è molto variabile nelle varie regioni del mondo, in funzione del tipo di terreno, dell’impiego di fertilizzanti sintetici e pesticidi, della contaminazione del suolo con rifiuti industriali e urbani, della distanza dalle fonderie di nichel.

Ne consegue che è variabile anche il contenuto di nichel nei tessuti vegetali (0,5‐5μg/g) ed animali (0,1‐5μg/g). Mediamente il contenuto in nichel dei tessuti vegetali è quattro volte superiore rispetto a quanto presente nei prodotti animali (carne, latte e derivati, uova). Le stagioni possono influenzare la concentrazione di nichel nei vegetali: è stato osservato un aumento della concentrazione di nichel in primavera e autunno e un dimezzamento durante l’estate.

ALLERGIA AL NICHEL: LE SOGLIE

Non è definita una concentrazione soglia in mg/Kg rispetto al quale un alimento possa essere definito “ad alto contenuto”, ma soglie diverse sono utilizzate da istituzioni o autori diversi.

L’assunzione quotidiana di nichel risulta altamente variabile. I fattori di variabilità sono:

  • contenuto di nichel nei singoli alimenti
  • abitudini alimentari quotidiane
  • nichel contenuto nell’acqua
  • nichel contenuto utensili da cucina
  • assunzione contemporanea di altre sostanze
  • il fumo di sigaretta: il nichel è presente in misura di 1‐3μg per sigaretta

ALLERGIA AL NICHEL: LE VARIE FORME

Alle forme cliniche di allergia al nichel sono attribuite varie modalità di presentazione: cutanee, localizzate o sistemiche, ed extracutanee. Si possono distinguere:

  • la dermatite allergica da contatto (DAC) che è responsabile nel 35% dei casi. Il primo sintomo che può indurre a sospettare una possibile reazione a questo metallo o alle leghe che lo contengono, è la comparsa di una dermatite da contatto che si sviluppa di norma sulla cute delle mani quando queste toccano parti metalliche di orologi e occhiali, accendini, cellulari, maniglie, forbici, stoviglie e pentole; al lobo delle orecchie, in caso si porti l’orecchino o anche sulle mucose del cavo orale se il metallo è contenuto nelle protesi
  • la sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS) con manifestazioni o cutanee o extracutanee (gastrointestinali, respiratorie, neurologiche etc.). Nel caso di sindrome sistemica si possono avere dermatiti in sedi diverse da quelle che sono in contatto con oggetti placcati con questo metallo. Le sedi più comuni sono le pieghe dei gomiti, il collo e l’interno delle cosce, il palmo delle mani. Si può manifestare con una dermatite vescicolare ricorrente. È responsabile l’assunzione sistemica del nichel, con gli alimenti, la via sottocutanea, intramuscolare o intravenosa, la via respiratoria o la via transcutanea.

ALLERGIA AL NICHEL: SINTOMI

In caso di dermatite da contatto sistemica (DSC) possono verificarsi sintomi cutanei quali:

  • coinvolgimento di aree precedentemente esposte al metallo
  • coinvolgimento di aree precedentemente non esposte sotto forma di esantema maculo papulare, eczema flessurale, orticaria, prurito, lesioni vasculite‐like

oppure sono possibili sintomi extracutanei

  • a carico dell’apparato gastrointestinale come dolori addominali, diarrea, vomito, meteorismo, pirosi, nausea, stipsi
  • a carico dell’apparato respiratorio  come rinite ed asma
  • neurologici come cefalea
  • generali come febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome tensione‐stanchezza

ALLERGIA AL NICHEL: DIAGNOSI E PRESCRIZIONI

La dagnosi si effettua attraverso il patch-test che esplora le reazioni locali di ipersensibilità ritardata cellulo-mediata. Per alleviare i sintomi più importanti e migliorare di conseguenza la qualità di vita è possibile utilizzare farmaci antistaminici o, in casi più gravi, cortisonici. In caso di sintomi lievi, per combattere l’allergia al nichel, nella forma da contatto vanno evitati tutti gli elementi che possono contenerlo. Mentre nella forma sistemica va applicata una dieta a ridotto contenuto di nichel. Nello specifico si consiglia di ridurre il consumo dei seguenti alimenti:

  • Carboidrati: farina d’avena, farina di mais, farine integrali, grano saraceno, patate, legumi freschi e secchi
  • Proteine: tonno, aringhe, crostacei, salmone, sgombro, platessa
  • Verdure: rabarbaro, spinaci, asparagi, pomodori, carote, broccoli, cipolla, funghi
  • Frutta (fresca e secca): noci, mandorle, arachidi, pere (sia fresche che cotte), ananas, prugne, lamponi, uva, albicocche, avocado, mirtilli
  • Dolci: cacao, cioccolato
  • Altro: semi di soia (e derivati), margarina, lievito in polvere (sostituibile con altro agente lievitante come ad esempio il bicarbonato), liquirizia, gelatina (pectina), thè, menta, semi vari

Inoltre, seguendo i seguenti consigli, è possibile ridurre la probabilità di contatto con il nichel:

  • attenzione a cibi confezionati e conservati in recipienti di metallo (ad eccezione dell’alluminio)
  • evitare bevande e integratori contenenti nichel
  • consumare solo in piccole quantità: cavolfiore, cavolo, broccoli, carote, riso raffinato, vino, birra, caffè
  • cottura, utilizzare le seguenti stoviglie: pentole in pirex, vetro, alluminio, ceramica non smaltata, silargan, teflon
  • visto il probabile accumulo di nichel nelle tubature durante la notte, far scorrere acqua al mattino prima di berla o utilizzarla per cucinare
  • prima di ogni acquisto, leggere attentamente le etichette nutrizionali dei prodotti per escludere la presenza di nichel

ALLERGIA AL NICHEL: COSA EVITARE

In caso di dimostrata allergia al nichel attraverso gli specifici test, ci sono eccipienti che vanno assolutamente evitati. Ecco i principali:

addensantiE 426 (emicellulosa di soia)
grassi vegetaliE 479b (olio di soia ossidato)
alghe varieSciroppi (destrosio, fruttosio, glucosio, maltosio)
amido di maistampeh
lecitina di girasolepappa reale
aromi artificialirosa canina
burro di cacaovanillina
carrageninazucchero d’uva
colorantiE411 (farina di avena)
conservantiE 440 (pectina amidata)
destrosioE 450 (difosfati e pirostati)
difosfatikarkadè
difosfato sodicolecitina di soia
dolcificanti industrialilievito chimico
echinaceamais e maizena
eucaliptomaltitolo
farina di semi carrube (E 410)malto (e malto d’orzo)
farine di cereali non concessimaltodestrine
semi di guar e farina (E 412)miso
farine di legumi varimono/digliceridi ac.grassi (E471)
gelatina alimentare (pectine E 441)pirostati
grassi idrogenati (margarine)tamari
E 417 (gomma di tara)Oli (anacardi, arachidi, avocado, colza, cocco, girasole, idrogenati, macadamia, mais, mandorle, noce, palma, soia, canapa, girasole, semi vari, vinaccioli)

ALLERGIA AL NICHEL: FAKE NEWS

Non vanno propinate diete prive di nichel a tutte le persone allergiche se non è stato chiaramente dimostrato che siano affette da sindrome da allergia sistemica. Va infatti ricordato che una dieta a basso contenuto di nichel è restrittiva e predilige alimenti di origine animale rispetto a quelli vegetali.

BIBLIOGRAFIA

  1. Rizzi A, Nucera E, Laterza L, Gasbarrini A et al.   Irritable Bowel Syndrome and Nickel Allergy: What Is the Role of the Low Nickel Diet? J Neurogastroenterol Motil. 2017 Jan 30;23(1):101-108
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